Sì agli additivi biodegradabili
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fonte:
- L`opinione
Fare uso di additivi biodegradabili certificati per la produzione di buste di plastica che vengono utilizzate per la spesa nel rispetto dell’ambiente e dell’ecologia. È stato questo il tema del convegno promosso da FareAmbiente, movimento ecologista europeo, dal titolo “Additivi biodegradabili, ecosostenibili, certificati per la riconversione del mercato” tenutosi a Roma nel Centro Congressi Roma eventi – Fontana di Trevi.
Durante il convegno sono stati illustrati gli additivi biodegradabili certificati a favore di uno sviluppo sempre più sostenibile per un riciclo continuo sia in termini di prodotto finito sia in termini di scarto di produzione. Utilizzare plastica biodegradabile contribuisce allo sviluppo sociale, al risparmio energetico e non nuoce all’agricoltura e all’ambiente.
“Siamo d’accordo con il ministro Prestigiacomo per i sacchetti e le buste di plastica biodegradabili, ma non siamo assolutamente d’accordo che il biodegradabile sia solo frutto di mais o di altre risorse naturali”, il commento del presidente nazionale di FareAmbiente, Vincenzo Pepe, intervistato dal Tg1 a margine del convegno, che continua: “Noi di FareAmbiente siamo per il biodegradabile anche con additivi chimici che siano meno costosi ma che sono egualmente efficaci.
Noi sosteniamo che il mais e gli altri prodotti naturali debbano servire innanzitutto per sfamare le persone e per alimentare gli animali”. “Dal convegno, a cui hanno partecipato illustri esperti del settore e produttori – prosegue Pepe – emerge la fiducia verso gli additivi biodegradabili purché certificati da laboratori indipendenti.
Noto con piacere che tale risultato soddisfa sia i produttori italiani, che in questo modo possono lavorare più serenamente e non sono costretti a tagliare posti di lavoro, che i consorzi, come Union plastik o Conai, e le associazioni di consumatori come Codacons e SOS utenti”. In questo modo, sostiene FareAmbiente, si eviterebbe anche il largo uso di fertilizzanti e pesticidi necessari per la riconversione di vaste aree agricole, e non si metterebbe in crisi realtà industriali di molte zone d’Italia che da decenni producono sacchetti di plastica e che danno lavoro a migliaia di persone: “Avanti con il biodegradabile – spiega il presidente di FareAmbiente – ma non solo quello derivato da prodotti alimentari tipo il mais, perché guardiamo con orrore alla possibilità che vaste aree agricole destinate all’alimentazione umana e animale finiscano con il rifornire l’industria della plastica”.
L’obiettivo che si pone il movimento ecologista europeo è quello di estendere l’obbligo di materiali biodegradabili anche a bicchieri, piatti e posate monouso: “FareAmbiente chiederà al ministro di estendere l’obbligo dell’uso di plastiche biodegradabili anche ai prodotti monouso e si farà promotrice di controlli a campione sugli shoppers e gli imballaggi attualmente distribuiti dagli esercizi commerciali, sia della piccola che della grande distribuzione”.
A sostegno della posizione del presidente Pepe l’intervento, tra gli altri, del presidente della commissione agricoltura della Camera dei deputati Paolo Russo secondo il quale “non si può monopolizzare il mercato con un solo tipo di prodotto biodegradabile e non è saggio abbandonarsi a fondamentalismi perché ogni soluzione ha i suoi pro e i suoi contro quindi la cosa migliore sarebbe trovare il giusto mix”.
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