20 Settembre 2017

Ryanair, un bonus ai piloti che rinunciano alle ferie

assunzioni urgenti in brasile e in europa per riempire i vuoti nell’ organico
Ryanair ha messo in campo un rimedio estremo per tenere legati a sé i numerosi piloti intenti a lasciare la compagnia per contratti più vantaggiosi in aziende concorrenti. La «low cost», che si ritrova nel momento di maggiore difficoltà soprattutto da un punto di vista di immagine, ha offerto a comandanti e ufficiali un bonus straordinario da 6 mila fino a 12 mila euro in cambio della parziale rinuncia alle ferie, per far fronte alle carenze di personale e cercare una soluzione alle duemila cancellazioni di voli, circa 50 al giorno per le prossime sei settimane. È una situazione senza precedenti, che ha obbligato l’ amministratore delegato Michael O’ Leary a offrire denaro in cambio di fiducia. Nel frattempo tra Brasile e Europa, come riferito dal quotidiano Irish Independen t, si cercano di riempire i posti vacanti con nuove assunzioni. Nonostante dalla compagnia spieghi che il problema è organizzativo, in realtà è ormai chiaro che la fuga di piloti verso contratti più allettanti è la causa principale di una situazione che potrebbe costare più di 25 milioni di euro tra rimborsi e multe. Una cifra non alta per le casse della compagnia, che macina utili, ma che potrebbe salire, e di molto, visto il danno di immagine che le potrebbe far perdere molti clienti. Tra i Paesi maggiormente colpiti dal caos dei voli cancellati c’ è l’ Italia. Più di un quarto delle tratte non più in programma, ben 722, riguarda aeroporti italiani, su tutti Orio al Serio (Bergamo) e i due scali romani Ciampino e Fiumicino. I numeri sono la conferma di quanto il «sistema Ryanair» abbia attecchito nel paese. Un sistema cioè che permette anche agli aeroporti più piccoli – che finanziano la compagnia con soldi pubblici, spesso indebitandosi – di avere un proprio mercato e alimentare il territorio. In Italia solo ieri sono stati cancellati 17 voli e oggi altri 13 non partiranno. A essere coinvolti sono anche gli aeroporti di Napoli, Bologna, Bari, Pisa, Brindisi, Treviso, Verona, Lamezia e Torino. La situazione peggiorerà dal 25 settembre, quando saranno tagliati tra i 14 e i 20 voli al giorno. Solo ad Orio al Serio vengono cancellati fino a fine ottobre 279 voli mentre a Fiumicino sono 246. Intanto è cominciata la corsa al rimborso. Il Codacons ha presentato un esposto a diverse Procure rivendicando che «il solo rimborso del biglietto non è un indennizzo sufficiente» perché «la normativa prevede espressamente una compensazione pecuniaria nei casi in cui la cancellazione non sia comunicata almeno due settimane prima della partenza, risarcimento che può arrivare a 600 euro a passeggero». I grossi problemi che sta vivendo Ryanair comunque non dovrebbero pregiudicare la possibilità che la low cost irlandese presenti un’ offerta per Alitalia. La compagnia infatti è tra i circa 15 gruppi impegnati nella gara pubblica di acquisto, così come è in corsa per Air Berlin. Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ha chiarito che «Ryanair è un’ azienda sana e se vuole può presentare la sua offerta». È chiaro però che dopo il disastro di questi giorni, le possibilità di uscire vincitori nella gara siano più remote. Delrio ha comunque assicurato che «non si faranno sconti a nessuno e se Ryanair ha sbagliato deve pagare». L’ Enac ha intanto convocato Ryanair per domani, per chiarire le difficoltà emerse dai reclami dei passeggeri in merito alle richieste di rimborso. Non è infatti del tutto immediato il procedimento sul sito web per chiedere indietro i soldi del biglietto o cambiare volo. [n. l.] BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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