26 Gennaio 2019

Ryanair si appella all’ Ue L’ isola insorge: giù le mani

continuità territoriale, la compagnia low cost sollecita un’ indaginela guerra dei cielirixi e onorato: accordo sul futuro dei marittimi
SASSARI Ryanair va alla guerra della continuità territoriale. Non è la prima volta, considerato che già nel 2013 e nel 2017 il vettore low cost irlandese tentò di mettere i bastoni tra le ruote al bando per le assegnazione dei collegamenti con Roma e Milano con gli oneri di servizio pubblico. Ora la compagnia entra a gamba tesa in un momento cruciale, con le rotte assegnate ad Alitalia, attraverso una doppia mossa: il ricorso al presidente della Repubblica e l’ istanza alla Commissione europea, con la quale si chiede agli ispettori Ue di aprire “un’ indagine formale sulla continuità territoriale in Sardegna per valutare eventuali profili di illegittimità nel bando predisposto dalla Regione”. Istanza all’ Europa. Di fatto il vettore punta a riaprire una questione su cui l’ Europa aveva espresso moltissimi dubbi ma che attraverso il confronto serrato con la Regione, in primis con l’ assessorato ai Trasporti, era stata superata: le frequenze dei collegamenti dai tre scali, calcolate in base ai flussi di traffico elaborati dal Cirem, il Consorzio delle due università sarde, gli orari e le tariffe, ma Ryanair chiede anche di valutare i requisiti minimi di accesso al bando che limiterebbero la partecipazione al bando da parte dei vettori low cost. Lo studio del Cirem, rielaborato in seguito ai primi paletti imposti dall’ Ue, è contestato punto per punto dalla compagnia irlandese. Ryanair ha chiesto un parere specialistico alla professoressa Anna Masutti, ordinario di Diritto Aeronautico e European Transport Law all’ Università di Bologna. Il parere «conferma, sia dal punto di vista dell’ andamento del mercato sia dal punto di vista legale, i citati rilievi e censure sollevate dalla Commissione europea in merito alla non necessità e adeguatezza dell’ imposizione degli Oneri di servizio pubblico. In particolare, il parere contesta esplicitamente i contenuti del rapporto Cirem nonché l’ attendibilità del Decreto ministeriale n. 367 del 2018 (quello che ha imposto gli oneri di servizio sui voli da e per la Sardegna), evidenziandone l’ erroneità dei calcoli e la contraddittorietà».Tutti contro Ryanair. L’ assessore ai Trasporti Carlo Careddu su tutte le furie: già ieri ha fatto un appello rispettoso al Presidente Mattarella perché tuteli il diritto alla mobilità dei sardi che verrebbe meno in assenza dei continuità territoriale e ha attaccato duramente Ryanair che «in nome del profitto vuole isolare i sardi lasciandoli in balìa del libero mercato senza regole». Ma Careddu non è da solo. Al contrario, contro Ryanair si è levato un coro di proteste. Il Codacons ha annunciato un controricorso: «Il servizio sulla continuità territoriale aerea che garantisce voli a tariffe agevolate ai residenti in Sardegna deve essere assegnato a chi può assicurare il servizio più efficiente a tariffe più basse. Ryanair, anche in considerazione delle recenti politiche tariffarie adottate sul fronte del trasporto bagagli, non sembra presentare i dovuti requisiti». All’ attacco anche la Cgil: «La continuità non si tocca – dice il segretario regionale Arnaldo Boeddu – Ryanair farebbe bene invece ad applicare il Contratto nazionale di lavoro e ad avere maggiore attenzione verso chi vive in una non facile condizione di insularità». «Il diritto alla mobilità va rispettato – sottolinea William Zonca, segretario generale Uil – la sospensione del bando sarebbe pericolosa per i lavoratori e per l’ economia del territorio. E a Ryanair ricordiamo che ha usufruito di contributi pubblici per diversi anni».
silvia sanna

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