26 Gennaio 2019

Ryanair, ricorso su voli e bandi per la Sardegna

presentata un’ istanza anche alla commissione ue perché apra una indagine formale sulla continuità territoriale con l’ isola
Fabrizio Fois CAGLIARI Non c’ è pace per la continuità territoriale aerea tra la Sardegna e la penisola, cioè la garanzia di voli tutto l’ anno, a prezzi agevolati e con frequenze adeguate, per permettere a chi vive nell’ Isola di poter raggiungere gli hub di Roma e Milano. Dopo le lunghe interlocuzioni con Bruxelles a seguito dei rilievi mossi sul bando nel 2017 e il successivo via libera per l’ imposizione degli oneri di servizio pubblico nell’ agosto del 2018, ora arriva la doccia fredda di Ryanair. La compagnia low cost ha presentato un ricorso straordinario al presidente della Repubblica chiedendo uno stop immediato alla gara, le cui rotte sono state assegnate provvisoriamente ad Alitalia, e di dichiarare illegittimi tutti gli atti e i presupposti compreso il decreto ministeriale che ha imposto gli oneri. Non solo. Il vettore irlandese ha anche presentato un’ istanza alla Commissione Ue perché apra un’ indagine formale sulla continuità territoriale aerea proprio «alla luce delle perplessità già sollevate dalla Commissione Europea». Ma anche rispetto agli «evidenti ulteriori profili di illegittimità che gravano sulla nuova imposizione degli oneri di servizio pubblico». Contro Ryanair si costituirà il Codacons: «Fermo restando il diritto di tutti gli operatori, compresa Ryanair, a partecipare alle gare indette dall’ amministrazione – dice l’ associazione dei consumatopri – è di tutta evidenza come il servizio sulla continuità territoriale aerea che garantisce voli a tariffe agevolate ai residenti in Sardegna debba essere assegnato a chi può assicurare il servizio più efficiente a tariffe più basse. In tal senso Ryanair, anche in considerazione delle recenti politiche tariffarie adottate sul fronte del trasporto bagagli e dei disagi che nel corso del 2018 hanno interessato centinaia di migliaia di passeggeri rimasti a terra, non sembra presentare i dovuti requisiti volti a garantire la continuità e regolarità del servizio». Secondo Ryanair, i servizi aerei forniti in generale da tutte le compagnie che volano sui cieli sardi «soddisfano già in parte le esigenze di mobilità della regione interessata». Quindi «non si è in presenza di un “fallimento del mercato” e non occorre un onere di servizio pubblico». In più, il vettore ritiene che «il mantenimento di rotte onerate, e ad un livello del tutto sproporzionato, può solo indebitamente limitare lo sviluppo di ulteriori servizi aerei che potrebbero essere offerti da altri vettori in condizioni di mercato non falsato». E alla base della contestazione di Ryanair c’ è uno studio del Centro Interuniversitario Ricerche Economiche e Mobilità Università di Cagliari e Sassari che viene ritenuto «erroneo nei calcoli» e «contraddittorio». La Regione Sardegna annuncia battaglia, lanciando un monito sul rischio di stop su «un servizio irrinunciabile per garantire ai sardi un diritto alla mobilità effettivo», dice l’ assessore dei Trasporti Carlo Careddu.

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