28 Luglio 2012

Ryanair non parte Odissea greca per 170 passeggeri

Ryanair non parte Odissea greca per 170 passeggeri

Una cosa è certa: questa vacanza non
se la scorderanno per un pezzo. I 170
vacanzieri bloccati nell’isola greca di
Kos hanno dovuto dormire e bivaccare
nel locale aeroporto. Trattenuti,
hanno spiegato, «senza assistenza né
informazioni» perché il volo, col quale
sarebbero dovuti tornare in Italia, è
stato cancellato.
Il volo, della Ryanair, è poi partito
con oltre 12 ore di ritardo. Nel gruppo,
anche bambini (uno di appena tre
mesi), e il popolare cantautore Mogol
che ha parlato della notte come di
una vera e propria «odissea». Il volo,
l’Fr7777, sarebbe dovuto partire, diretto
a Bari, giovedì sera alle 23 (ora
locale); è partito invece ieri mattina
alle 11.15 (ora locale). Fra i passeggeri,
anche la legale di Cittadinanzattiva,
Marina Venezia, che ha denunciato
l’accaduto. «Abbiamo fatto regolarmente
il check-in. Poi abbiamo aspettato
tre ore e mezzo senza avere alcun
tipo di comunicazione sul perché‚
del ritardo. Per tutta la notte abbiamo
bivaccato chi all’aeroporto chi
per strada. Qualcuno è andato in hotel
a proprie spese. Solo in serata abbiamo
avuto un panino e una bottiglietta
d’acqua. Ma nessuno ci ha comunicato
il ritardo, né perché‚ il volo
non c’è‚ stato. E soprattutto non c’è
stata fornita dalla stessa Ryanair alcun
tipo di assistenza».
DENUNCIA
La legale ha raccolto un centinaio di
firme per presentare la richiesta del
risarcimento danni contro la compagnia.
La Ryanair, attraverso una nota
diffusa dal direttore della Comunicazione
Stephen Mcnamanara, si è «scusata
sinceramente con i passeggeri
per il ritardo», dovuto a problemi legati
alla nebbia, ed ha annunciato che
«rimborserà la spesa alberghiera dietro
richiesta con relativa ricevuta al
servizio clienti Ryanair».
Mail Codacons giudica insufficiente
ed inadeguata la risposta fornita da
Ryanair. La compagnia, secondo il Codacons,
non può limitarsi solo a rimborsare
«l’hotel a quei pochi che hanno
deciso di non dormire per strada o
in aeroporto, ma deve risarcire anche
i danni morali subiti dai viaggiatori».
Altrimenti, avverte il presidente Carlo
Rienzi, sarà class action. È l’assenza
di assistenza, l’aver lasciato allo
sbando i viaggiatori, che ha provocato
la rabbia dei passeggeri. Un medico
di Bari, Marco Della Pianta, ha tenuto
a sottolineare «l’inadempienza
del personale dell’aeroporto e l’assenza
del personale della Ryanair. All’aeroporto
non c’era un cane per riferimento
della compagnia. Nessuno ci
ha assistiti».
E lo stesso Mogol ha testimoniato,
mentre era ancora in aeroporto in attesa
di partire: «È un disagio terribile
quello che abbiamo vissuto, c’erano
bambini e c’erano persone che hanno
dormito per la strada. Io sono stato in
aeroporto fino alle 3,30 e poi a mie
spese, ovviamente, ho trovato una sistemazione
in hotel. Poi ci hanno detto
che saremmo partiti alle 11.15, con
12 ore di ritardo. Un’odissea…». Che,
c’è da scommetterci, nessuno dei 170
passeggeri del volo Fr7777 dimenticherà.

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