21 Settembre 2017

Ryanair, dopo l’Antitrust inchiesta a Bergamo sulla cancellazione dei voli

 

di Nicola Barone A seguito di un esposto presentato dall’associazione di consumatori Codacons, la Procura della Repubblica di Bergamo ha aperto un’inchiesta sulle cancellazioni dei voli da parte di Ryanair. Lo comunica il Codacons in una nota.
«Ora la magistratura dovrà chiarire quando Ryanair abbia avuto consapevolezza delle difficoltà organizzative con i voli, se vi siano stati ritardi nella decisione di disporre le cancellazioni, se la compagnia stia rispettando la normativa sui risarcimenti ed eventuali ipotesi penalmente rilevanti», spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi.
In questa fase, quindi, tutti i passeggeri danneggiati dalle cancellazioni di voli hanno la possibilità di costituirsi parte offesa nel procedimento aperto dalla magistratura, ai fini delle doverose richieste risarcitorie (sul sito www.codacons.it sarà pubblicato oggi il modulo attraverso il quale i viaggiatori potranno far valere i propri diritti).

Il procedimento aperto dall’Antitrust
L’inchiesta di Bergamo arriva all’indomani dell’apertura di un procedimento istruttorio da parte dell’Autorità Antitrust nei confronti del vettore aereo irlandese Ryanair per presunte pratiche commerciali scorrette in violazione del Codice del Consumo. Anche l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, in una nota ha richiamato Ryanair «alla rigida applicazione di quanto previsto dalla normativa e ad operare per ridurre al massimo i disservizi e i disagi ai passeggeri coinvolti nelle cancellazioni». Ogni «mancata osservanza delle previsioni del Regolamento» a tutela dei passeggeri «sarà rigorosamente sanzionata». L’Ente ha chiarito che continuerà la propria attività di monitoraggio e vigilanza affinché gli impegni assunti dal vettore Ryanair siano effettivamente rispettati.

La low cost irlandese è tornata a scusarsi con tutti i 315 mila passeggeri coinvolti nelle 2.100 cancellazioni delle prossime sei settimane e ha assicurato che per oltre il 95% verrà trovato un nuovo volo o un rimborso entro questa settimana.

L’Antitrust: possibile violazione dei doveri di diligenza
L’Antitrust contesta che «le numerose cancellazioni dei voli effettuate o da effettuarsi nelle prossime settimane, secondo quanto riportato da notizie stampa, potrebbero configurare una violazione dei doveri di diligenza di cui all’art. 20 del Codice del consumo, nella misura in cui sarebbero in larga misura riconducibili a ragioni organizzative e gestionali già note al professionista, quindi non a cause occasionali ed esogene al di fuori del suo controllo, causando notevoli disagi ai consumatori che avevano da tempo programmato i propri spostamenti e già prenotato e pagato il relativo biglietto aereo».

Il ministro Delrio: sulla tutela dei diritti nessuno sconto
Intanto il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ha detto che «Ryanair deve dimostrare di essere una grande compagnia anche nel rispettare i diritti. Su questo non facciamo nessuno sconto». Delrio ha sottolineato come nella vicenda delle cancellazioni il comportamento della compagnia non sia stato corretto. «Presumo di no, secondo i nostri dati. Per cancellare un volo, in base ai diritti dei passeggeri, devi dare un preavviso con almeno due settimane di anticipo, altrimenti le compagnie devono pagare penali ed è su questo che abbiamo stimolato l’Enac: abbiamo detto di fare bene le verifiche perché secondo noi moltissimi passeggeri non solo hanno il diritto ad avere il rimborso del biglietto ma anche la compensazione per il danno ricevuto», ha spiegato Delrio intervistato a Circo Massimo su Radio Capital. Sulle cancellazioni il ministero e l’Enac vigilano e aiuteranno i passeggeri ad esigere i loro legittimi diritti secondo quanto assicurato dal responsabile dei Trasporti.

Interrogazione urgente di 25 senatori dem
Garanzie per il rimborso dei biglietti, oltre al risarcimento dei danni subiti dai passeggeri che avevano programmato e acquistato i voli soppressi da Ryanair; riconoscimento da parte della compagnia irlandese dei danni economici e d’immagine causati alle società aeroportuali, alle Regioni e agli enti locali, in ragione del mancato rispetto degli impegni contrattuali assunti a fronte degli interventi finanziari pubblici finalizzati al mantenimento o potenziamento della sua operatività presso diversi scali italiani. Sono questi gli impegni che oltre 25 senatori del Pd hanno chiesto al governo attraverso un’interrogazione urgente a prima firma Borioli e sostenuta tra gli altri da tutti i componenti democratici dell’ottava commissione.

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«Siamo passati in poche settimane – ha detto il senatore dem Daniele Borioli – da uno scenario che vedeva Ryanair muoversi da primo attore nella trattativa Alitalia a un repentino tonfo, destinato a causare una gravissima turbativa nei collegamenti aerei. Una situazione che richiede di essere chiarita, visto il ruolo di player protagonista che la compagnia ha assunto nel trasporto aereo da e per il nostro Paese, non solo giocando sul mercato ma anche acquisendo significativi sostegni pubblici, diretti o indiretti».

Calenda: vicenda grave, da tenere in conto per Alitalia
«Quello che è successo a Ryanair è molto grave perché i disservizi ai cittadini sono stati molto rilevanti. Il ministro Delrio ha già detto che è sulla linea della tolleranza zero che io personalmente condivido». È stato il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda che, a proposito della posizione della compagnia nella partita Alitalia, a mettere in relazione le due cose. «Per quanto riguarda le proposte relative ad Alitalia vedremo. Certamente c’è un nodo che è quello che concerne le condizioni del lavoro per quanto riguarda Ryanair, che in fondo le si stanno anche ritorcendo contro, e questo è un nodo da cui il Governo non potrà prescindere». Più in generale, interpellato sul tema del dumping fiscale e dei diritti dei lavoratori di alcuni paesi come l’Irlanda, dove ha sede Ryanair, Calenda ha spiegato che «è prioritario e anche la presidenza francese si sta spendendo su questo. Dobbiamo essere chiari, non possiamo accettare che all’accesso al mercato unico e alla partecipazione al mercato unico non corrisponda una tutela dei lavoratori e regole troppe lasche dal punto di vista fiscale perché altrimenti non si crea un mercato giusto ma si creano squilibri che vanno a detrimento di tutti e su questo credo che l’iniziativa in Europa debba essere molto più incisiva di quello che è stato fino a oggi».

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