Ryanair, l’ Antitrust apre un’ istruttoria E oggi gli irlandesi non andranno da Enac
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
caos voli la compagnia dopo la convocazione d’ urgenza: «impossibile, siamo impegnati a gestire le cancellazioni» l’ ente: «siano rispettate le regole o sanzioni». la procura di bergamo apre un fascicolo dopo l’ esposto codacons
Non accenna a placarsi la bufera che ha investito dallo scorso weekend Ryanair per la vicenda dei 2.100 voli cancellati. Almeno tre le notizie che anche ieri hanno scandito una giornata ancora movimentata. Innanziatutto l’ Antitrust ha aperto un procedimento istruttorio nei confronti della compagnia aerea per presunte pratiche commerciali scorrette in violazione del Codice del Consumo. Contemporaneamente – e questa è la seconda notizia -, la procura di Bergamo ha aperto un fascicolo dopo l’ esposto presentato martedì dal Codacons. Terza novità di giornata, quella riguardante Enac, l’ Ente nazionale per l’ aviazione civile che martedì aveva convocato d’ urgenza Ryanair, ma che ieri dalla stessa compagnia ha ricevuto la comunicazione sull’ impossibilità del vettore a partecipare alla riunione convocata oggi «a causa degli impegni correlati alla gestione delle recenti cancellazioni e alla tutela dei diritti dei passeggeri». Ryanair ha confermato la disponibilità all’ incontro per i primi giorni di ottobre e ha assicurato che adempirà a tutti gli obblighi previsti dal Regolamento comunitario a tutela dei passeggeri. La replica di Enac non si è fatta attendere. L’ ente ha richiamato la compagnia «alla rigida applicazione di quanto previsto dalla normativa e a operare per ridurre al massimo i disservizi e i disagi ai passeggeri». Ogni «mancata osservanza delle previsioni del Regolamento» a tutela dei passeggeri «sarà rigorosamente sanzionata». L’ Ente – afferma una nota – continuerà la propria attività di monitoraggio e vigilanza affinché gli impegni assunti dal vettore siano effettivamente rispettati. L’ Antitrust Tornando all’ Antistrust, l’ ipotesi è che «le numerose cancellazioni potrebbero configurare una violazione dei doveri di diligenza di cui all’ art. 20 del Codice del consumo, nella misura in cui sarebbero riconducibili a ragioni organizzative e gestionali già note, e non a cause occasionali». L’ Authority aggiunge un secondo profilo di contestazione, «riguardante le modalità con le quali Ryanair ha informato i passeggeri e ha loro prospettato le possibili soluzioni». Da parte sua il Codacons attraverso l’ esposto inviato a quattro procure italiane ha chiesto di «accertare il momento preciso in cui Ryanair ha avuto consapevolezza che non avrebbe potuto garantire i propri voli, e se la compagnia abbia continuato comunque a vendere biglietti». «In questo caso – spiega il presidente Carlo Rienzi – scatterebbe l’ ipotesi di frode in commercio». L’ indagine della Procura In attesa degli sviluppi su questo secondo esposto, il primo, dicevamo, ha già prodotto qualche conseguenza. La Procura di Bergamo sulla vicenda dei voli cancellati ha aperto un fascicolo modello 45. Si tratta della classica indagine esplorativa che per il momento non prevede indagati né ipotesi di reato, nonostante nell’ esposto di Codacons – giunto in piazza Dante ieri in tarda mattinata – si citi esplicitamente la truffa e la frode in commercio. In pratica, secondo i denuncianti, Ryanair avrebbe messo in commercio biglietti per voli che sapeva di non poter assicurare. È un’ ipotesi su cui lavoreranno il procuratore Walter Mapelli e il sostituto Fabrizio Gaverini, titolari dell’ indagine, per appurare se la compagnia aerea era conscia di ciò a cui andava incontro o se la situazione è precipitata senza che la società di O’ Leary potesse farci nulla. La prima mossa di chi indaga potrebbe essere quella di acquisire il piano ferie della compagnia, visto che Ryanair sostiene che a un certo punto non è più stata in grado di gestire le ferie dei piloti. E questo, secondo notizie che giungono da Dublino, dove la Ryanair ha la sede legale, perché l’ ente dell’ aviazione civile irlandese ha deciso di cambiare l’ annualità fiscale, passando dal tradizionale periodo (1° aprile-30 marzo) al calendario gregoriano (1° gennaio-31 dicembre) per la compilazione dei bilanci. E così, la compagnia si sarebbe ritrovata un accumulo di giorni di ferie imprevisto. Ma è possibile pensare che una società leader mondiale dei voli low-cost si sia fatta cogliere impreparata? È questa domanda che guiderà gli accertamenti che la Procura di Bergamo ha in animo di compiere. Ieri, intanto, Ryanair ha rivisto al ribasso le stime dei passeggeri coinvolti dalle cancellazioni: sarebbero 315 mila e non più 400 mila come ipotizzato in precedenza, perché «i voli a settembre erano prenotati al 90%, mentre in ottobre al 70%». La compagnia, che si scusa di nuovi con i passeggeri interessati dalle cancellazioni, spiega in una nota che «tutti i clienti hanno ricevuto notifiche via e-mail con informazioni relative al cambio del proprio volo, all’ offerta di voli alternativi e alla possibilità di richiedere un rimborso. Entro la fine della settimana Ryanair, che ha assunto personale extra addetto al customer care, prevede di aver processato il 95 per cento delle richieste di cambio volo o di rimborso». «Stiamo lavorando – conclude il direttore marketing Kenny Jacobs – per risolvere il problema legato alla programmazione delle ferie del personale».
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