20 Settembre 2018

Ryanair: Antitrust avvia procedimento su costi bagagli (2)

 

(ANSA) – ROMA, 20 SET – La nuova policy sul bagaglio a mano decisa da Ryanair, che prevede il pagamento tra 6 e 10 euro secondo diverse modalità per i voli prenotati a partire dal primo settembre e operati dal primo novembre, aveva destato le proteste dei viaggiatori e delle associazioni dei consumatori, che si erano subito rivolte sia all’Antitrust che all’Enac. L’Antitrust ricorda che le associazioni dei consumatori (Altroconsumo, Codacons, Federconsumatori e U.di.Con) che hanno segnalato il problema “mettono in evidenza la mancata trasparenza tariffaria”, dal momento che il supplemento per il trasporto del bagaglio a mano porterebbe a “un aumento del prezzo del servizio di trasporto aereo”, falsando così “la comparazione con le tariffe delle altre compagnie”. Infatti, si legge nel provvedimento dell’Autorità, la prassi “di tutte le compagnie aeree” prevede nella tariffa base un bagaglio a mano “di dimensioni e peso astrattamente idonee a essere collocato negli appositi spazi del velivolo”. Le cappelliere, insomma, dice l’Antitrust, stanno lì apposta per contenere il trolley, che dovrebbe “essere considerato un elemento indispensabile del servizio di trasporto passeggeri”. Farlo pagare a parte “fornirebbe una falsa rappresentazione del reale costo del biglietto” e quindi sarebbe falsata anche la comparazione con le altre compagnie. Non solo, nel caso di Ryanair (in passato già richiamata all’ordine dall’Antitrust) “l’inadeguata trasparenza tariffaria appare rafforzata dalle ripetute modifiche delle regole e condizioni”, che creano “confusione” e aumentano “il rischio di incorrere in sovraccosti previsti per il mancato rispetto delle nuove condizioni”. Insomma, per l’Antitrust “la nuova policy sembra configurare una pratica commerciale scorretta, in quanto ingannevole”, un effetto che “appare amplificato dalla ravvicinata modifica delle regole e condizioni relative al trasporto del bagaglio a mano”. Le nuove tariffe di Ryanair erano finite nel mirino dei consumatori anche perché sarebbero state applicate in modo per così dire ‘retroattivo’, vale a dire anche per i viaggi prenotati prima del primo settembre: tuttavia l’Antitrust non si sofferma su questo punto perché il 6 settembre la stessa compagnia è tornata sui suoi passi, assicurando i rimborsi.(ANSA).

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