23 Maggio 2020

Rutigliano, commercianti pronti a tornare in pista

buona la «prima» del mercato settimanale. le lodi del sindaco valenzano «in questa nuova fase servono responsabilità prudenza e sicurezza»
RUTIGLIANO. Le attività commerciali provano a ripartire pur tra mille difficoltà. Le prime sensazioni sono positive, ad iniziare dal mercato settimanale, riaperto anche alla vendita del vestiario e accessori, con le dovute limitazioni stabilite dal sindaco Giuseppe Valenzano. «Il mercato settimanale si è svolto nel migliore dei modi», afferma il primo cittadino alla luce dei positivi riscontri raccolti tra i commercianti e gli acquirenti, anche se permangono alcune criticità sollevate da alcuni ambulanti, come la lunghezza del percorso mercatale, notevolmente aumentata per garantire il distanziamento delle bancarelle, e il numero contingentato degli ingressi nell’ area. «Stiamo apportando i giusti correttivi frutto del confronto tra operatori e cittadini – assicura Valenzano -, ma era indispensabile poter offrire ai nostri commercianti l’ opportunità di riprendere a lavorare: stiamo ripartendo in questa nuova fase con prudenza, responsabilità e sicurezza». Il sindaco prosegue il confronto anche con tutti gli operatori del settore della ristorazione, «fra i più colpiti da questa crisi», ammette Valenzano, sottolineando comunque di aver riscontrato «tanta voglia di mettersi in gioco per tornare in pista. Da parte nostra – promette il sindaco – ci sarà sempre massima attenzione e massimo sostegno». Valenzano rivolge un particolare ringraziamento per la collaborazione fornita alla Confcommercio, alla Confartigianato e a tutti gli operatori commerciali e artigianali «che hanno rialzato le serrande delle loro attività con tanti sacrifici per garantire sempre il massimo della sicurezza», evidenziando che «ognuno di essi offre un servizio importante per la nostra comunità». Nei luoghi della movida non sono mancate in queste prime sere di riapertura problemi legati all’ as sembramento, tanto che i gestori di uno dei locali più frequentati, Giuseppe, Vito e Anna clara di «Terra Vino», temono un ritorno al passato per tutta la categoria. «Rischiamo di dovere riabbassare la serranda a causa della mancanza di responsabilità di qualcuno, nonostante gli sforzi fatti per garantire l’ incolumità dei clienti e del nostro personale, adottando tutte le misure di sicurezza necessarie», è il loro grido d’ allarme, rivolto in particolare ai frequentatori dei locali: «cari amici, non è consentito fare assembramenti all’ interno e all’ esterno, bisogna mantenere la distanza e usare la mascherina. Vogliamo sperare nella vostra collaborazione – è il loro appello -, affinché tutto vada per il verso giusto e possiamo continuare ad accogliervi ogni giorno con il sorriso». SANTERAMO. C’ era gran de attesa per la riapertura dei locali commerciali. Un’ attesa da parte dei titolari di esercizi commerciali ed anche dei cittadini -acquirenti. Ma qualcosa non è andata per il verso giusto è la riapertura è avvenuta «con prezzi ritoccati». A lanciare questo allarme è stato il Condacons Santeramo, associazione per la tutela e difesa dei consumatori, che dice «no ad aumenti ingiustificati». L’ associazione difesa dei consumatori fa sapere che sta monitorando con attenzione la situazione dell’ aumento dei prezzi nella fase 2 per individuare impennate anomale da segnalare, eventualmente, all’ Antitrust. In realtà, secondo le tante segnalazioni raccolte dal Codacons Santeramo, gli esercizi commerciali hanno ripreso aumentando i prezzi, sia al bar che dal parrucchieri che dal barbiere. Un aumento molto probabilmente da attribuire, dalle nuove spese che i gestori devono sostenere per la sanificazione e la sicurezza. Da lunedì scorso, con la riapertura di esercizi commerciali, il Codacons sta ricevendo diverse segnalazioni di aumenti dei prezzi. «Sono tanti i gestori di bar, ma anche parrucchieri e barbieri, tra le attività che più sono mancate ai consumatori durante il lockdown, ad aver aumentato il listino prezzi nei primi giorni di riapertura. In particolare – spiega in una nota l’ avvocato Ettore Cardinali referente Codacons Santeramo – di 10, 15 centesimi per il caffè, dunque un incremento pari al 10-15%. Peggiore il dato sui parrucchieri e barbieri, dove dalle prime segnalazioni si registrano incrementi sino a 6 euro. Insomma un grave impatto economico causato dal lockdown e dai costi aggiuntivi per la sanificazione e sicurezza dei locali che non devono colpire le tasche dei consumatori. Temo che il ritocco dei listini potrebbe allontanare clienti, determinando una forte riduzione dei consumi con durissimi effetti sull’ economia. Per queste ragioni – prosegue Cardinali ribadisco che è necessario oltre che urgente l’ intervento dell’ amministrazione comunale ancora silente alle reiterate richieste del locale Codacons della costituzione di un osservatorio dei prezzi». «Come si ricorderà – prosegue la nota di Codacons – a seguito di sensibili rialzi dei prezzi dell’ ortofrutta e non solo la nostra associazione lo scorso 30 aprile aveva invitato l’ amministrazione comunale ad attenzionare e monitorare il rincaro anomalo dei prezzi nella vendita al dettaglio sul tutto il territorio comunale attraverso la costituzione di un Osservatorio dei prezzi. Strumento quanto mai urgente e necessario per individuare ed arginare ogni fenomeno di distorsione del mercato generato dall’ aumen to dei prezzi. Ma ad oggi conclude il Codacons – nessun riscontro è pervenuto dall’ am ministrazione comunale e né tantomeno alcuna proposta alternativa».

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