5 Gennaio 2007

Rutelli e Bindi: vietate Gibson

Rutelli e Bindi: vietate Gibson

Non è il divieto ai minori di 14 anni ma quasi. Le sale che da oggi proiettano Apocalypto di Mel Gibson hanno acconsentito ad affiggere un manifesto nel quale si sconsiglia la visione del film ai minori. Per il momento di più non si poteva fare, ma la valanga di proteste per la violenza del film che la censura ha “vistato“ come adatto a tutti, bambini compresi, è stata tale che la Eagle Picture, la società che lo distribuisce, si è decisa a intervenire. La richiesta per una “dissuasione morale“, o almeno perché i più giovani lo vedessero accompagnati dagli adulti, l`ha fatta all`Eagle il ministro della Cultura, Francesco Rutelli che, pur dichiarandosi contrario a tagli e taglietti che ledono la libertà creativa di un artista, aveva criticato la scelta fatta dalla Commissione di revisione cinematografica. “Ha sottovalutato l`impatto psico-emotivo sui ragazzi nelle sale, e ancora più la possibilità di una sua programmazione in prima serata alla tv“. E così Paolo Protti dell`Anec, l`associazione che raggruppa le sale, e Carlo Bernaschi dell`Anem, quella che riunisce i multiplex, su sollecitazione della Eagle hanno stabilito di attaccare dei manifesti all`ingresso del cinema affinché sia chiaro tanto ai grandi come ai piccoli cosa vanno a vedere. Per tutto ieri si sono susseguite dichiarazioni e prese di posizioni contro il mancato divieto al film espresso il 19 dicembre dalla quarta Commissione di “censura“. Tutti d`accordo i politici nel considerare un errore che l`Italia, contrariamente a quanto avvenuto in molti altri Paesi con la sola eccezione del Belgio, dove però il film non è ancora uscito, mandasse in sala Apocalypto senza alcun divieto. Rosy Bindi, ministro della Famiglia, cattolica, invitava a “non lasciare le famiglie sole nel compito di indirizzare i figli verso scelte di consumo culturale“, anche se riconosceva che la “censura“ non è un buon sistema per aiutare la crescita e la violenza delle immagini non è la causa primaria dei comportamenti deviati degli adolescenti. Anna Serafini, presidente della Bicamerale per l`Infanzia, diessina nonchè moglie del segretario Fassino, oltre a chiedere un provvedimento urgente, prometteva di cominciare a studiare una modifica della legge: “L`Italia ha leggi avanzate sull`affermazione dei diritti dell`infanzia e dell`adolescenza: vuole conservare questo merito agli occhi del mondo“. Le hanno dato man forte la “rifondarola“ Tiziana Valpiana, il verde Roberto Poletti, che vorrebbe addirittura l`azzeramento della colpevole quarta commissione, e di nuovo gli onorevoli Villari della Margherita e Paniz di Forza Italia. Anche le associazioni che a vario titolo tutelano i minori hanno fatto sentire la loro voce. Il Codacons ha deciso di presentare un ricorso al Tar del Lazio mentre il Moige vuole che cambino i criteri con cui vengono formate le commissioni di censura. Dello stesso tono i pareri di chi si occupa dei problemi dell`infanzia: Anna Oliverio Ferraris che insegna psicologia dello sviluppo a La Spazienza, Raffaele Morelli, lo psichiatra che dirige la rivista Riza, il sociologo Antonio Marziale che presiede l`Osservatorio sui Diritti dei Minori. Servirà tutto questo clamore ad avere una nuova legge che senza ledere la libertà dei registi difenda meglio il pubblico dei più piccoli?.

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