25 Marzo 2007

Rullano i tamburi delle associazioni dei consumatori del litorale

Rullano i tamburi delle associazioni dei consumatori del litorale dopo i nuovi aumenti delle tariffe ferroviarie per i treni pendolari. Ritocchi di oltre il 10% dei biglietti a fronte di un servizio all`utenza che viene giudicato insoddisfacente e che, in alcuni casi, sarebbe addirittura peggiorato. A scendere in campo sono stati sia il Codacons che l`Unione nazionale consumatori che, amplificando la protesta delle oltre 10.000 persone che ogni giorno usufruiscono delle stazioni di Ladispoli e Marina di Cerveteri, hanno evidenziato una situazione che pesa come un macigno sulla testa dei viaggiatori della linea che collega la capitale al litorale. “E` veramente assurdo – dice Angelo Bernabei, coordinatore del Codacons per il comprensorio- che le Ferrovie dello stato abbiamo aumentato le tariffe per le tratte anche dell`alto Lazio, giustificando questo salasso nei confronti dei pendolari come lo strumento idoneo a sanare le esangui casse dell`azienda. Ancora più paradossale è l`aumento dei biglietti sulla linea che collega la capitale a Ladispoli e Cerveteri dove da sempre i viaggiatori sono sballottati tra orari sfalsati, convogli privi di riscaldamento e carrozze numericamente insufficienti a contenere il popolo dei pendolari. Senza dimenticare i frequenti ritardi anche in partenza dei convogli da Termini che spesso fanno viaggiare le persone strette come sardine a scapito anche della sicurezza. Attendevamo il mantenimento delle promesse da parte delle Ferrovie dello stato, ma invece del potenziamento dei servizi, gli utenti si sono visti cadere sulla testa il ritocco di 40 centesimi sul biglietto. Un aumento che sommato per tutto il mese incide non poco sul bilancio di una famiglia“. E se il Codacons chiama, l`Unione nazionale consumatori risponde, puntando l`indice anche contro le lacune strutturali delle stazioni. “Alle note carenze dello scalo di Ladispoli – spiega Vincenzo Solofra, responsabile dell`associazione per il litorale – da anni impresenziato e spesso senza display e monitor che diano notizie in tempo reale ai pendolari, ora si sono aggiunti anche i guai a Marina di Cerveteri. La stazione è praticamente abbandonata, non esiste una sala di attesa per riparare gli utenti dalla pioggia e dal solleone, non c`è nemmeno una tettoia all`ingresso dei binari. Se il bar è chiuso non si possono acquistare biglietti perché le Ferrovie si rifiutano di installare una macchinetta per l`emissione automatica. Ma l`aspetto più grottesco è che se un portatore di handicap vuole scendere a Marina di Cerveteri non può farlo perché sul binario proveniente da Roma non ci sono né rampe, né ascensori per uscire dalla stazione. Infine, mancano i posti auto sufficienti per i pendolari che non sanno dove lasciare le vetture. Le Fs sono state capaci solo di alzare le tariffe, non riuscendo nemmeno a mettersi d`accordo con il comune di Cerveteri per realizzare le infrastrutture esterne alla stazione“.

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