2 Luglio 2012

Rubinetti a secco, scoppia la guerra dell’acqua

Rubinetti a secco, scoppia la guerra dell’acqua

Roberta Sarracino, Maurizio Zeoli e Gabriele Corona, in rappresentanza delle associazioni Acu, Codacons ed Altrabenevento avviano una vertenza con l’ Alto Calore «che non garantisce la regolare fornitura di acqua potabile in diversi comuni della provincia di Benevento». Da diversi anni i cittadini di Apice, San Giorgio del Sannio e di altri comuni serviti dalla società Alto Calore Servizi spa, lamentano la mancata fornitura dell’ acqua nelle ore serali. I responsabili dell’ acquedotto, e molto spesso anche gli amministratori dei comuni interessati, hanno continuato a sostenere che si trattava di guasti improvvisi non dipendenti dalla gestione ed hanno assicurato gli utenti che sarebbe stata ripristinata la regolare fornitura. Ed invece, puntuale con l’ arrivo della stagione estiva, anche quest’ anno si registrano improvvise interruzioni del servizio necessario al soddisfacimento di bisogni collettivi, in qualche caso preannunciate perchè dovute all’ ennesimo guasto, ma in genere senza la benché minima programmazione e informazione agli utenti. Dinanzi a tale intollerabile situazione i legali rappresentanti delle associazioni dei consumatori ed utenti, Acu e Codacons e dell’ associazione ambientalista contro il malaffare Altrabenevento, invieranno alla direzione di Alto Calore Servizi spa, e per conoscenza alla Regione Campania, all’ Ato 1 Campania e ai sindaci dei comuni della provincia di Benevento serviti da tale acquedotto, un atto di diffida per sollecitare la regolare fornitura come da contratto stipulato dagli utenti. «Si tratta – scrivono Sarracino, Zeoli e Corona – di improvvise interruzioni del servizio di fornitura di acqua potabile necessaria al soddisfacimento di bisogni collettivi, in quanto tale “irrinunziabile” anche perché tale incresciosa vicenda, oltre a colpire direttamente i singoli utenti residenti nei predetti comuni, rende di fatto impossibile ai gestori e proprietari di locali ivi insistenti quali bar, ristoranti, gelaterie, campi sportivi, garantire l’ apertura serale delle attività e soprattutto una corretta salubrità degli ambienti ai propri avventori». Puntualmente in estate si verificano queste interruzioni selvagge che creano problemi e ai quali l’ Alto Calore non riesce a porre rimedio in maniera definitiva. Per questi motivi, i legali rappresentanti di Acu, Codacons e Altrabenevento, chiedono all’ Alto Calore un incontro urgente per «concertare senza ulteriore indugio, ogni iniziativa ritenuta opportuna affinché l’ acqua rimanga un bene comune ed il suo accesso venga garantito in quanto diritto umano fondamentale, universale. In mancanza si provvederà alla verifica dei presupposti del reato ex artt. 331 e 340 codice penale e alla individuazione dei responsabili per interruzione del servizio pubblico o di pubblica necessità atteso che la denunziata interruzione avviene, in tutta evidenza, con la consapevolezza di turbare la regolarità del servizio, circostanza aggravata dalla estensione del territorio colpito da tale abuso». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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