25 Agosto 2002

Rubavano a Malpensa dalle valigie in transito

Recuperata refurtiva per migliaia di euro: macchine fotografiche, orologi e persino uno snowboard nel bottino accertato da Polaria

Rubavano a Malpensa dalle valigie in transito

Filmati e perquisizioni smascherano i furti compiuti da 37 dipendenti dello scalo

MILANO – Macchine fotografiche, telecamere, orologi di marca, perfino uno snowboard. Rubavano di tutto i 37 dipendenti della Sea addetti allo smistamento bagagli dell`aeroporto di Malpensa, denunciati per furto e ricettazione nel corso di un`indagine durata due anni e diretta dalla Procura di Busto Arsizio. I dipendenti sono quasi tutti incensurati e di età compresa tra i 22 e i 45 anni. Lavoravano da soli, o se era il caso anche in coppia. Quando arrivava un bagaglio in transito lo aprivano, sceglievano gli oggetti di maggior valore. Poi richiudevano la valigia che proseguiva su un altro aereo fino a destinazione. Il proprietario si accorgeva del furto soltanto all`arrivo. «Le indagini- ha spiegato il vice dirigente della Polizia di frontieria di Malpensa Agostino Cuncia- sono nate sulla base di un`intuizione investigativa, dopo che nello scalo milanese era stato registrato un aumento dei furti di bagagli al di là del fisiologico». La polizia ha poi notato che la denunce dei furti riconducevano tutte alla zona in cui transitano i bagagli in entrata e in uscita dagli aerei dello scalo.
Venti le denunce che venivano sporte ogni mese. Gli agenti però non si sono fermati qui e hanno verificato, a livello nazionale, se le persone che avevano denunciato un furto dei bagagli, o nei bagagli, fossero transitate da Malpensa. E così era. È nata allora l`operazione «open bag», ossia valigia aperta. Nell`area incriminata sono state poste telecamere che hanno ripreso il lavoro e anche il «doppio lavoro» dei 37 dipendenti. Infaticabili, dopo aver aperto le valige e rubato gli oggetti più svariati, le richiudevano e portavano la refurtiva negli spogliatoi. Di qui essa finiva poi nelle loro case. Le perquisizioni eseguite ieri hanno riguardato 10 appartamenti. In sette di questi c`era refurtiva per un valore di oltre 25mila euro. I 37 dipendenti della Sea sono anche accusati di furto sulle auto che i turisti parcheggiavano all`aeroporto durante la vacanza. Insomma, per alcuni viaggiatori non c`era scampo. La banda della Sea agiva a 360 gradi, pensando di poter continuare a farlo ancora a lungo.
Il dirigente della Polaria milanese non è morbido con gli autori dei furti: «I 37 dipendenti della Sea- ha detto Giovanni Gigliofiorito – dovrebbero essere licenziati». Come lui la pensano sicuramente i viaggiatori che nello scalo e sulla sicurezza dei loro bagagli avevano riposto la massima fiducia. Anche in passato c`erano stati altri furti ma, ricorda Gigliofiorito, «le 50 persone che accertammo come responsabili di quei furti dopo aver patteggiato furono tutte ammesse al lavoro».
Sulla clamorosa vicenda interviene anche il Codacons chiede al magistrato che si occupa dell?inchiesta che sia ipotizzato il reato di associazione a delinquere. Non solo, ma il Codacons invita la Sea, la società di gestione dello scalo aeroportuale di Malpensa, a risarcire i danni provocati dai suoi dipendenti.

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