26 Novembre 2007

Rovente la polemica sul corteo di Roma. Melandri nel mirino

Le donne non trovano pace
Rovente la polemica sul corteo di Roma. Melandri nel mirino

UN ERRORE contestare le ministre e parlamentari presenti al corteo. No, un errore il loro volere trasformare la manifestazione in una personale passerella. Ancora discussioni e polemiche il giorno dopo la grande mobilitazione di sabato delle donne contro la violenza che le colpisce in ogni Paese e fascia sociale. Chi si schiera in difesa dei ministri Livia Turco e Giovanna Melandri, e anche delle parlamentari Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna di Forza Italia, chi sostiene le ragioni delle contestazioni nei loro confronti. E il Codancons annuncia che querelerà il ministro Melandri per avere dato delle “cretine“ alle donne che l`hanno contestata. “Distruttivo l`atteggiamento di quelle poche intolleranti che hanno tentato di mortificare un magnifico corteo in cui tantissime donne con non violenza manifestavano contro ogni tipo di violenza“, dichiara Sandra Cioffi, responsabile femminile dell`Udeur. Ci tiene Imma Battaglia, nota leader del movimento lesbico, a prendere le distanze da chi ha gridato “vattene, vattene“ all`indirizzo della Prestigiacomo. LEI NON faceva parte di quel gruppetto di contestatrici. “Anzi, mi sono adoperata per allontanare le donne che la attaccavano“, precisa. E aggiunge: “Esprimo la mia solidarietà a tutte le parlamentari presenti e mi dissocio completamente dal comportamento violento di alcune donne del corteo“. Anche Silvana Mura, deputata dell`Italia dei Valori, definisce “un errore“ quelle contestazioni. Chi ha parole dure per le une e per le altre, è Daniela Santachè, portavoce della Destra di Storace. “E` insopportabile la passerella televisiva di donne al governo che non hanno fatto nulla di concreto per fermare la violenza sulle altre donne. Ma è altrettanto insopportabile – sostiene – la passerella di chi sfodera spintoni e striscioni solo per nascondere l`assenza e il silenzio di tutti questi anni“. LA CASA Internazionale delle Donne, tra le promotrici della manifestazioni, liquida come “reazioni vivaci“ le contestazioni alle ministre e parlamentari. “Si era deciso di non avere palchi a conclusione del corteo, per evitare lo spettacolo dei soliti `cappelli` partitici. A piazza Navona, invece, le 150mila donne – spiegano dalla Casa – hanno trovato un `fuori programma`: un palco televisivo, con donne parlamentari e ministre che in quella sede rappresentavano le istituzioni di governo e di opposizione“. E le Donne di Sinistra Critica definiscono “vergognose“ le parole del ministro Melandri. “Dimostra di non avere capito nulla della contestazione subìta. Le donne, perloppiù giovani o dei centri antiviolenza, non hanno sopportato – precisa in una nota – l`ennesima passerella di chi intende parlare a nome loro, sfruttando la propria collocazione politica“. E IL SETTORE donne del Codacons, ha deciso di presentare una denuncia contro la Melandri. “Perchè si può dissentire da chi manifesta, ma è grave ingiuria – afferma il presidente del Condacons, Carlo Rienzi – considerare `cretine` tante donne che si battono per la propria sicurezza e che ritengono correttamente che il governo abbia fatto ben poco per loro“.

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