5 Aprile 2014

Rottamati gli intercity “Costano troppo” I pendolari insorgono

Rottamati gli intercity “Costano troppo” I pendolari insorgono

ROMA. Altre dieci tratte da rottamare, Trenitalia non fa sconti. Cinque intercity andata e ritorno: cancellati.Il main playerdel-le Ferrovie di Stato su questi treni perde trenta milioni l’ anno e così, nella tarda mattina di ieri, il sottosegretario ai Trasporti Umberto Basso Del Caro (Pd) rivela alla Camera che sì, con l’ entrata in vigore dell’ orario estivo – 15 giugno – chi viaggia troverà dieci treni in meno alle stazioni. In verità, accadrà già dal 28 maggio. Da quella data non si potranno più comprare biglietti per gli intercity Trieste-Roma Termini delle 7,21 e i due di ritorno delle 10,30 e delle 15,40. Poi, i due Napoli-Milano Centrale delle 10,30 e 14,31 con i “ritorni” delle 6,50 e 14,50. Sette treni fondamentali per la percorrenza sull’ asse Nord-Sud a costi abbordabili. Ancora, sarà soppresso il Salerno-Roma che parte all’ alba, le 5,29, e quello che torna dalla capitale partendo alle 17,26. A questi nove convogli, che saranno fermati a fine maggio, dal 15 giugno andrà aggiunto con ogni probabilità il Trieste-Roma delle 13,01. Dieci in tutto, addio. Va ricordato come lo scorso primo marzo Trenitalia già aveva soppresso il Roma-Milano delle 9,40 e il Milano-Roma delle 10,50, e così tutto torna. A novembre 2013 la spa di Vincenzo Soprano aveva presentato ai ministero dei Trasporti una lista di dodici intercity “non universali” e “antieconomici” da cancellare. Le prime polemiche locali hanno retto l’ urto della “spending Fs”. Giusto tre mesi, poi il taglio è diventato operativo. Il sottosegretario De Caro, offerto in Parlamento il quadro, se n’ è tornato nella sua Napoli e da lì con grande prudenza ha aggiunto: «Trenitalia ha aperto, vuole trovare una soluzione con le Regioni: si rendono conto dell’ impatto sociale sui pendolari». Sono nove le regioni interessate, ma per ora non c’ è neppure una convocazione. L’ unica possibilità per far sopravvivere i dieci intercity non universali è che lo Stato, o le singole Regioni, se li prendano in carico, come avviene per gli altri in circolazione. Tuona il Codacons: «Moretti cerca scuse per eliminare gli intercity e completare la sua strategia: costringere gli italiani a prendere i treni super veloci pagando prezzi più alti e scendendo in stazioni lontane da quelle utili». Napoli-Milano, per esempio, se coperta con un intercity costa 68 euro e impiega 8 ore e 44, con un Frecciarossa fa risparmiare quattro ore ma servono almeno 95 euro. Il problema vero sono le fermate intermedie: saranno saltate. Arezzo, Orvieto e Chiusi, non a caso, stanno urlando: Trenitalia ci taglia dal flusso dei turisti. Ancora il sottosegretario De Caro: «Cercheremo di sostituire le tratte minori fin qui toccate dagli intercity con treni locali veri e propri». In Friuli la rivolta è trasversale. «Con Moretti abbiamo perso quattro anni, sempre le stesse promesse», assicurano i comitati pendolari. E la Regione Friuli ricorda come abbia comminato a Trenitalia multe per un milione e mezzo di euro: servizio non corrisposto. L’ ultimo rapporto Pendolaria di Legambiente spiega molto: «Per il trasporto pendolare su ferro gli ultimi quattro anni sono stati i peggiori dal dopoguerra ». Nel 2009 i fondi disponibili per i trasporti su gomma e su ferro erano pari a 6,1 miliardi, nel 2013 sono diventati 4,9 a fronte dei 6,5 necessari. Per i “lunga percorrenza” finanziati con il contributo pubblico (intercity perlopiù) tra il 2010 e il 2012 i treni/km percorsi si sono ridotti del 24%. E nel 2013 per la prima volta, causa tagli ai treni e alle stazioni, è tornato indietro anche il trasporto regionale. Oggi sono 2 milioni e 861mila i passeggeri sul servizio locale, meno 1,4%. In Campania in due anni si sono persi 157 mila clienti, un terzo. In Piemonte hanno cancellato tredici linee. Per dire della contrapposizione palese, da noi, tra Alta velocità e treni pendolari, nel 2007 i collegamenti Eurostar tra Roma e Milano erano 17 al giorno, nel 2013 le corse Frecciarossa sono diventate 52, più le 14 di Italo: un aumento del 395%. Nello stesso periodo a Genova i treni che attraversano la città da Voltri a Nervi sono diventati 35, erano 51. Il 2014 sarà un anno decisivo: i contratti di servizio tra ministero delle Infrastrutture e Trenitalia scadono in dodici regioni e due province autonome. Si apre una stagione di gare per l’ affidamento, come chiede l’ Europa. © RIPRODUZIONE RISERVATA Secondo il rapporto di “Pendolaria” gli ultimi quattro anni sono stati i peggiori del dopoguerra Il Friuli ha già multato Trenitalia per un milione e mezzo di euro: servizio non corrisposto FOTO: ANSA I FONDI Nel 2013 secondo l’ ultimo rapporto Pendolaria i fondi per il trasporto su ferro o gomma è stato di 4,9 miliardi contro i 6,5 necessari I PASSEGGERI Nel 2013 a causa dei tagli a treni e stazioni arretra il trasporto regionale con 2 milioni e 861mila passeggeri.
cristiana salvagni, corrado zunino

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