22 Luglio 2012

Rosso…neri e rimborsati «Abbonati delusi? Ridaremo i soldi a chi lo chiederà»

Rosso…neri e rimborsati «Abbonati delusi? Ridaremo i soldi a chi lo chiederà»

MARCO IARIA twitter@marcoiaria1 Il Milan è pronto a rimborsare gli abbonati insoddisfatti dal mercato. L’ ha promesso Adriano Galliani dopo che, come raccontato ieri dal Corriere della Sera, alcuni tifosi hanno minacciato una class action e il Codacons addirittura un esposto all’ Antitrust per «pubblicità ingannevole». Quale? Quella della campagna abbonamenti della nuova stagione, con testimonial Ibrahimovic e Thiago Silva, poi ceduti al Psg, assieme ad Ambrosini, Boateng e Nocerino. L’ associazione dei consumatori si è subito complimentata col vice presidente rossonero. «Il Milan – dice Marco Maria Donzelli, presidente Codacons – attesta la bontà della nostra tesi, ossia che se un tifoso fa un abbonamento allo stadio per vedere le stelle della sua squadra e poi queste stelle vengono vendute, ha tutto il diritto di farsi ridare i soldi indietro. Questa tesi, a suo tempo, l’ avevamo avanzata anche nei confronti dell’ Inter ma da parte di Moratti non ci fu analoga sensibilità». Precisazione Le cose, però, non stanno proprio così. Intanto c’ è da registrare la puntualizzazione dell’ avvocato Leandro Cantamessa, legale del Milan: «La scelta di rimborsare gli abbonati prescinde da qualsiasi valutazione giuridica, è una questione di stile, è una risposta di carattere estetico». Insomma, la società rossonera, che sta fronteggiando un calo delle sottoscrizioni (neanche il rinnovo illusorio di Thiago aveva fatto invertire il trend), non pensa che il Codacons abbia ragione. E, anzi, lascia trasparire una certa insofferenza per l’«ingenerosità» dell’ iniziativa. A quel punto – è il ragionamento – bisognerebbe chiedere un’ integrazione al prezzo già pagato se, dopo la sottoscrizione dell’ abbonamento, la società acquistasse una stella. C’ è sempre Ibra di mezzo: nel 2010 approdò al Milan il 28 agosto, dopo che erano state già vendute 20 mila tessere. «L’ abbonamento a una squadra di calcio – spiega l’ avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo – è simile a quello per una stagione teatrale. La sostituzione di un tenore non dà diritto al rimborso. Né c’ è l’ obbligo di far giocare chi è in organico quando si sottoscrivono gli abbonamenti». Scorrendo le condizioni contrattuali di vendita dell’ abbonamento rossonero (il discorso vale per qualsiasi squadra), non v’ è alcun riferimento alla qualità tecnica del team. Il diritto del titolare è limitato al fatto «di assistere dal posto indicato alle partite interne della competizione della prima squadra dell’ Ac Milan, nel rispetto del calendario stabilito dall’ organizzatore della competizione e sue variazioni». Lentini Esiste, a ogni modo, un precedente. Nell’ estate del 1992 il Torino cedette proprio al Milan Gianluigi Lentini, dopo che il patron Borsano aveva giurato che sarebbe rimasto. La Cassazione diede ragione a un tifoso che chiedeva il rimborso dell’ abbonamento: ci fu dolo (la dirigenza sapeva che Lentini sarebbe partito) e si stabilì che la presenza del fuoriclasse era parte integrante del contratto di abbonamento, visto che l’ interesse a vederlo giocare era stato «esteriorizzato» attraverso le promesse di Borsano. La «mala fede», per dirla con Grassani, è la chiave per tracciare un confine. Mercato La questione non fa che riproporre il tema della sovrapposizione dei tempi delle campagne abbonamenti e del mercato. Da quando l’ Epfl (l’ associazione delle leghe europee), oltre un decennio fa, ha varato l’ allineamento internazionale delle fasi riservate ai trasferimenti, nei Paesi dove si gioca da agosto a maggio il mercato estivo chiude il 31 agosto. Si discute da un po’, su indicazione della stessa Fifa, di anticiparne la fine prima del via dei campionati. Ma anche se si chiudesse a Ferragosto, sarebbe comunque troppo tardi per far partire le campagne abbonamenti, la cui pianificazione è cruciale per le politiche di marketing di un club. Insomma, nell’ era del calcio-business il tifoso è costretto a convivere con i colpi di scena del mercato.

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