8 Dicembre 2017

Rosatellum 2.0, il 12 dicembre la Consulta sui ricorsi

ma con il Porcellum e poi con l’ Italicum, stavolta non sono stati Cassazione e giudici di merito a investire la Consulta. Ma il Codacons, alcuni parlamentari e i capigruppo dei Cinquestelle a Camera e Senato. E in discussione non c’ è il contenuto delle nuove regole, ma il modo in cui sono state approvate, con il ricorso alla fiducia da parte del governo. Una procedura che, comprimendo il dibattito parlamentare, avrebbe violato le prerogative costituzionali di deputati e senatori e dell’ intero corpo elettorale. È questo il tema comune ai quattro conflitti di attribuzioni tra poteri dello Stato, che sono sul tavolo della Consulta: due sulla nuova legge, due sull’ Italicum. Quello del Codacons contro il governo, quelli dei parlamentari contro le Camere. Il 12 i giudici costituzionali dovranno stabilire se i quattro ricorsi sono ammissibili. E cioè se chi li ha presentati rappresenta effettivamente un potere dello Stato e se esiste realmente la materia del conflitto. Questioni che sono tutt’ altro che pacifiche e che stanno già dividendo i giuristi. Solo se la Corte dovesse ritenere che i termini per un conflitto ci sono, potrà poi entrare nel merito delle doglianze. Con rischi che potrebbero essere peggiori di una pronuncia di incostituzionalità, che in genere investe singole norme. I ricorsi presentati dai Cinquestelle chiedono infatti l’ annullamento degli atti impugnati. Perché sia l’ articolo 72 della Costituzione sia i regolamenti parlamentari escluderebbero di porre la fiducia. //

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this