Ronchi, odissea in aeroporto
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fonte:
- Messaggero Veneto
In attesa per 30 ore 64 passeggeri in partenza per Toronto L`aereo, che doveva arrivare da Pescara aveva un guasto all`aria condizionata
RONCHI DEI LEGIONARI. Sono potuti ripartire per il Canada dopo trenta ore di attesa (e una notte trascorsa in albergo) i passeggeri del volo diretto a Toronto della compagnia canadese Skyservice Airlines: il volo che sarebbe dovuto partire mercoledì alle 11.55 dall`aeroporto regionale è decollato infatti appena ieri pomeriggio alle 16.50. Motivo del ritardo? Probabili disguidi tecnici all`impianto di aria condizionata che hanno bloccato l`aereo già alla partenza dal Canada, non facendo nemmeno arrivare all`aeroporto di Ronchi, tanto che i passeggeri canadesi che sarebbero dovuti arrivare nella nostra regione sono rimasti bloccati all`aeroporto di Toronto già da martedì. Ma questo si è saputo appena ieri pomeriggio dopo che appunto per trenta ore, i 64 passeggeri, tra cui molti anziani e dei bambini, hanno atteso e sperato, vedendo slittare di ora in ora la partenza, fino a dover riprendere i bagagli e passare la notte in un albergo vicino all`aeroporto. Ma questa volta la conseguenza del “ritardone“ saranno una trentina di richieste di rimborso, così come peraltro previsto dal Regolamento dei diritti dei passeggeri emesso dal Parlamento europeo nel febbraio 2004. Tramite della richiesta tra passeggeri (praticamente tutti emigranti o figli di emigranti che avevano trascorso un periodo di vacanza nella terra d`origine) e la compagnia aerea, il Codacons, il cui coordinatore della provincia di Udine Pierluigi Chiarla ieri è rimasto all`aeroporto dal mattino al pomeriggio, finchè non ha visto l`aereo alzarsi in cielo. “Non è stata comunicata subito la cancellazione del volo, ma i passeggeri presenti in aeroporto già mercoledì mattina hanno avuto comunicazione del ritardo di ora in ora, finché alle 16.30 è stato confermato che non sarebbero partiti e che avrebbero potuto passare la notte in albergo“, spiega Chiarla. A tutti è stato offerto il pranzo, ma poi solo 45 hanno usufruito dell`accoglienza offerta dalla compagnia. Altri sono tornati nelle case di parenti che li avevano ospitati fino a mercoledì. Ieri poi un altro stillicidio di notizie, altri slittamenti, un pranzo a base di panini, finchè finalmente la notizia: l`aereo sarebbe partito alle 16.35, che poi sono diventate le 16.55. Notevoli anche se civili le proteste dei viaggiatori, seccati soprattutto per la carente informazione. “E` stata un`assistenza di carattere buonista – tuona il presidente regionale di Codacons, Vito Claut, che ieri mattina in è recato personalmente in aeroporto, cercando di capire cosa stesse succedendo e come poter dare sostegno ai viaggiatori ormai esausti -. Non c`è stato un intervento della compagnia che in Italia ha una sede a Roma, ma in loco si è affidata a un referente tecnico. L`aeroporto regionale non ha una responsabilità diretta, ma certo dovrebbe controllare la qualità delle compagnia che attivano voli. E si dovrebbero informare tutti i passeggeri che esistono delle leggi nazionali che consentono, in caso di gravi ritardi o cancellazioni, di ottenere dei rimborsi almeno di 600 euro. In realtà la gente non è informata su queste possibilità“.
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