8 Settembre 2006

Ronchi dei Legionari


Esausti. Dopo quasi trenta ore di lunga attesa, i 47 passeggeri della Skyservice, compagnia aerea di Toronto Airlines, sono finalmente riusciti a riprendere la strada di casa, dopo uno stop lunghissimo causato prima da problemi tecnici all`aereo (rimasto fermo a Toronto), poi, una volta a Pescara, per il black out dell`impianto di condizionamento. Nessuno zampino del terrorismo, né dei più banali scioperi. Moltissimi erano friulano-canadesi in `buen ritiro` nei posti della nascita e dell`infanzia; qualcuno originario di Istria e Croazia; qualcun altro con radici del Sud Italia: tutti accomunati dallo stesso destino di emigranti nel paese degli aceri. Si respirava un`agitazione palpabile, ieri, nell`aeroporto di Ronchi dei Legionari: i viaggiatori non ne potevano più. Di ora in ora si annunciava la partenza, ma di ora in ora arrivava puntualmente il rinvio del volo 5G5013. Hanno cercato di pazientare un giorno intero, il mercoledì nero, quando dalle ore 7 è iniziata quella che si sarebbe rivelata la più lunga pausa forzata in territorio italiano.

Ma il secondo giorno, giovedì, anche l`insegnamento di Giobbe è andato a farsi benedire. «Basta. Non aspettiamo più», è stato il `grido di battaglia` di Alice Melchior, 55 anni, da 34 in Canada, a Brampton precisamente, dove fra la casalinga e la maestra di scuola, sta vivendo una tranquilla esistenza. «Mi sono armata del vademecum sui diritti del passeggero, poi, per fortuna ho adocchiato all`ingresso dell`aeroporto la pubblicità del Codacons; non ci ho pensato due volte: ho composto il numero». Tempo mezz`ora e l`associazione dei consumatori si è presentata a Ronchi con l`avvocato Vito Claut, presidente regionale Codacons, il coordinatore per Udine, Pierluigi Chiarla, e il collaboratore di Claut, Nicola D`Andrea. I benvenuti per i 47 passeggeri in disperazione.

Accuse. «Prima alle nove, poi alle dieci, poi a mezzogiorno: mercoledì abbiamo atteso fino al pomeriggio un aereo annunciato ogni 60 minuti, ma sempre fantasma», si sfogava Silvana Guerra, originaria di Codroipo, da 46 anni ad Edmonton. Una piccola consolazione almeno c`è: «Se non altro – puntualizza Miralla Edo Propedo, radicata ad Hamilton – la compagnia ci ha pagato una notte al Sam hotel (tre stelle, ndr) a Monfalcone, cena e colazione comprese». Miralla è rimasta due mesi in Friuli, a rivedere i parenti a Lumignacco. Ed eccolo il rappresentante italiano di Skyservice per rassicurare gli sfiduciati viaggiatori: «State sereni, presto partirete». Ma il quando e il come non sono stati chiariti, anzi, la compagnia di Toronto aveva presentato un modulo in cui si offriva, oltre a un voucher di 125 dollari canadesi, un assegno della stessa entità. Reazione unanime: tutti hanno declinato l`invito. «Ci devono risarcire, non darci un contentino», replicavano Fabio e Maria De Domenico, nativi di Maiano, da più di cinquant`anni nella seconda patria.

Battaglia legale.Se i rappresentanti della compagnia se ne sono andati con la coda fra le gambe, il Codacons ha ottenuto il successo che cercava. Mentre alcuni chiedevano di poter optare per la class action (le cause collettive) e non riuscivano a capire che in Italia non funziona come in Canada, Claut ha raccolto i mandati di quasi tutti i viaggiatori, passo preliminare per fare causa contro Skyservice. Per ciascun viaggiatore si chiederà il risarcimento danni di 600 euro a testa, oltre ai danni biologici che potrebbero essere valutati attorno ai 200 euro. Intanto, mentre il Codacons cercava di ricevere lumi dalla direzione dell`aeroporto, il responsabile di scalo, Antonio Persoglia, dileguava i dubbi: «Questa compagnia fa scalo da tre anni a Ronchi, con la tratta Pescara/Trieste/Toronto: non ha mai dato problemi, al massimo un`ora di ritardo». Insomma, il primo `incidente` storico. Alla fine, poco dopo le 15 di ieri l`annuncio che l`aereo, fermo a Pescara in quanto l`aria condizionata si era rotta, è atterrato. Con friulani bloccati per tre giorni in Canada.

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