20 Marzo 2007

Romilia, un po` Romagna, un po` Emilia, molto cemento

Romilia, un po` Romagna, un po` Emilia, molto cementob
I progetti di Cazzola dividono l`Unione: il patron del Bologna vuole costruire fuori città lo stadio con un residence di 317mila mq

“È UN PROGETTO importante, importante e coraggioso“, ammonisce il presidente degli Industriali. “Sarà la nostra nuova Vicenza“, promette il leader movi- mentista. Nel mezzo, le barricate degli ambientalisti e i Ds in ordine sparso. E Romilia, pur essendo un progetto a malapena sulla carta, ha già spaccato l`Unione: a Medicina, dove il parco di divertimenti più grande d`Italia dovrebbe sorgere, i Verdi sono già usciti dalla maggioranza. L`idea di costruire un nuovo stadio di calcio lontano da Bologna è vecchia di decenni: troppo traffico attorno al Dall`Ara, lì a ridosso del centro storico. L`idea di circondarlo con 310 mila metri quadrati di edificato residenziale e commerciale e i 417 mila metri di parcheggi è nuova di zecca e l`ha lanciata il patron del Motorshow, Alfredo Cazzola, assieme ai soci che lo affiancano nella proprietà del Bologna football club, il costruttore Renzo Menarini e monsieur Les Copains, Mario Bandiera. “Romilia“, dalla sintesi di Emilia e Romagna, anche se c`è chi rilancia un “Emagna“, lega a doppio filo il destino del calcio bolognese con quello del profitto dei suoi proprietari, che immaginano un entertainment company, un club che “sviluppa e gestisce, oltre al calcio, una serie di iniziative ed attività tali da consentirci di aumentare sensibilmente le nostre entrate“, rimarca sempre Cazzola. Come dire: chi pagherà un biglietto per la multisala, comprerà il ricambio dei tacchetti di Bellucci. Perché il Bologna f.c è un pozzo senza fondo, che costa anche 700 mila euro al mese. E visto che allo stadio non ci va più nessuno, i tifosi che comprano gadget sono sempre gli stessi e in serie B i diritti televisivi sono quel che sono, se si vuole far quadrare i conti della squadra bisogna necessariamente cementificare la Bassa. Il discorso convince molti, dal sindaco di Medicina (Nara Rebecchi, Ds) al vice presidente della Regione (Flavio Delbono, Dl). Dopo l`iniziale prudenza – visto che, tecnicamente, le autorizzazioni al progetto non riguardano il Comune di Bologna – anche il sindaco Cofferati ha mostrato nelle scorse settimane un atteggiamento più aperto nei confronti di Romilia. Naturalmente, l`intero mondo economico si è affrettato a cantare il peana di quella che vedono come una imperdibile chance di profitto, già colta, ad esempio, dalla cooperativa proprietaria del terreno su cui intendono costruire Cazzola & Co, che ha stipulato l`accordo per la gestione dell`area verde da 1,7 milioni di metri. Tra i Comuni dell`hinterland interessati dal progetto, le idee sono divergenti. Il mega parco è un buona opportunità a giudizio dei Ds di Imola, mentre non lo è affatto per i compagni di Ozzano. Per i Verdi “lo stadio non è altro che un motore immobiliare per dare vita ad una specie di Las Vegas della quale nessuno sente il bisogno“. “Città da Truman Show“, la bollano gli ex Popolari, e assolutamente contrari si dicono sia il Wwf che Legambiente che il Codacons che molti tra intellettuali e politici Ds. Per il momento l`unico vero ostacolo alla cementificazione della Bassa paiono essere i tempi della burocrazia. La Provincia dovrà dare il suo placet sulla pianificazione urbanistica e la valutazione della compatibilità, per non dimenticare la Valutazione d`impatto ambientale. In teoria Romilia s`ha da fare entro il 2010, in tempo utile anche per gli eventuali Europei del 2012. Ciò vuol dire aprire i cantieri nel 2008. Ma manca ancora il progetto definitivo, subordinato all`ok almeno informale della Provincia. Così è da novembre che si ragiona su un plastico che vaga dalla sede di Assindustria ai vari Consigli comunali. E a chi gli chiede della copertura finanziaria dei 500 milioni di euro che sarebbe necessaria per tutto il progetto, mister Motorshow risponde: “Quando daremo alle banche il business plan, ne daremo una copia anche a lei“.

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