6 Luglio 2012

Romano, tre anni di pena per Martinelli

Romano, tre anni di pena per Martinelli

Martinelli la sera del 3 maggio, arrestato dopo l´irruzione all´Agenzia delle Entrate Romano Tiziano Tista Si è chiusa con il patteggiamento della pena a tre anni di reclusione la vicenda giudiziaria di Luigi Martinelli, l’ uomo di 54 anni di Calcio finito in manette il 3 maggio scorso per aver dato l’ assalto, armato di tutto punto, alla filiale di Romano di Lombardia dell’ Agenzia delle Entrate. Lo ha deciso ieri mattina in udienza il giudice Giovanni Petillo, accogliendo la richiesta dell’ avvocato Giuliano Leuzzi (il difensore messo gratuitamente a disposizione di Martinelli dal Codacons), già ratificata dal pubblico ministero Franco Bettini. Il patteggiamento, nello specifico, è stato accolto dopo che il titolare dell’ inchiesta ha comunque modificato una delle accuse mosse a Martinelli, e cioè il sequestro di persona. Fino a ieri infatti al cinquantaquattrenne veniva contestato quel reato, riferito però a tutte le 17 persone presenti al momento della sua irruzione nell’ ufficio dell’ Agenzia delle Entrate. Elemento, questo, che avrebbe costretto a contestare altrettanti capi di imputazione per singoli sequestri. Il pm ha invece ieri contestato il sequestro di persona per il solo Carmine Mormandi, l’ impiegato trattenuto per oltre cinque ore in ostaggio (e liberato grazie all’ intervento del vicebrigadiere Roberto Lorini, dei carabinieri di Romano): troppo breve il tempo durante il quale le altre persone erano state trattenute per poter ipotizzare il reato. Martinelli, oltre che di sequestro di persona, rispondeva di porto abusivo di armi da fuoco e da taglio, e del fatto di aver esploso un colpo di fucile a scopo intimidatorio, in risposta a una frase dello stesso Mormandi, nell’ immediatezza dell’ irruzione. Confermati i domiciliari Proprio tenuto conto di questa modifica del patteggiamento in fase di indagini preliminari, il gip Petillo ha deciso di ratificarlo. Confermata per ora, in mancanza di altre richieste, la misura cautelare degli arresti domiciliari per Luigi Martinelli nella sua abitazione di Calcio, dove si trova da un paio di settimane, con possibilità di avere contatti per ora solo con i suoi familiari e con l’ avvocato: ieri quest’ ultimo ha tra l’ altro presentato al giudice la richiesta di autorizzare l’ uomo a lavorare. Una cooperativa infatti gli ha proposto un lavoro: la richiesta, senza però indicazioni precise di luogo e orari, era già stata presentata (e respinta) con quella di modifica della misura cautelare. Questa volta al gip sono state fornite anche quelle informazioni, per limitare la libertà di uscita di Martinelli: nelle prossime ore è attesa la decisione del magistrato, che con buona probabilità dovrebbe comunque essere positiva. Il gip infatti aveva fatto una prima valutazione negativa della personalità di Martinelli in sede di convalida dell’ arresto, parlando sia di gesto sproporzionato rispetto alle motivazioni (l’ esasperazione per un presunto debito con l’ Agenzia stessa, che si è poi scoperto essere di circa 2.400 euro), sia della dimestichezza di Martinelli con le armi, di cui aveva disponibilità (all’ ufficio si era presentato con un fucile, due pistole e un coltello, e a casa deteneva altre due pistole, cinque carabine, due fucili e centinaia di munizioni). In seguito, preso atto del sequestro delle armi stesse e quindi della ridotta pericolosità, gli aveva concesso i domiciliari, e aveva respinto la richiesta di poter lavorare solo perché troppo generica.
 

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