11 Settembre 2018

«Romano minacciato di morte»

la rabbia della madre di fenati. il codacons lo denuncia per tentato omicidio
LA FOLLIA in pista a Misano è costata carissima a Romano Fenati. Dopo quel gesto così assurdo, con la mano allungata per tirare il freno della moto del pilota santarcangiolese Manzi mentre i due correvano ai 200 e passa km orari, l’ ascolano era stato subito squalificato per 2 giornate. Ieri è arrivata la mazzata: è stato licenziato dal suo team Marinelli Snipers e non correrà nemmeno nel 2019 con la MV Agusta Forward, la scuderia (la stessa di Manzi) che lo aveva scelto per la prossima stagione. Un dramma sportivo e non solo, perché il Codacons ha presentato ieri un esposto contro Fenati per «tentato omicidio. Aver premuto il freno di un avversario quando la moto procedeva a velocità così sostenuta – spiega l’ associazione consumatori – può equivalere a voler deliberatamente mettere in pericolo la vita altrui». Il pm Paolo Gengarelli è stato informato dell’ esposto e dovrebbe aprire un fascicolo relativo all’ episodio. MA LA MADRE di Romano Fenati non ci sta, e lo difende a spada tratta. «Qualcuno ha addirittura sostenuto che quello di Romano è stato un tentato omicidio – dice Sabrina Fenati – Mio figlio da domenica è sottoposto a un’ assurda gogna mediatica e sta ricevendo tanti insulti sui social. Anche chi lo ha minacciato di morte, in queste ore, a mio avviso, compie allora un tentato omicidio». Poche parole, ma dure, quelle pronunciate dalla mamma. Alla famiglia del centauro non sta andando proprio giù il comportamento tenuto da tanti tifosi e appassionati di moto, compresi molti ascolani, che da domenica pomeriggio hanno riempito il telefono di Romano e quello della fidanzata di insulti e minacce. A quanto pare, la ragazza di Fenati si sarebbe già recata dai carabinieri, ieri, per presentare le prime denunce. SONO ORE drammatiche per il pilota. Che ieri (sul suo sito ufficiale) ha chiesto perdono: «Chiedo scusa a tutto il mondo sportivo. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr), a mente lucida, avrei voluto che fosse stato solo un brutto sogno. Penso e ripenso a quei momenti, ho fatto un gesto inqualificabile, non sono stato un uomo! Non avrei dovuto reagire alle provocazioni, ma la mia intenzione non era quella di far male a un pilota. È uscita così un’ immagine di me orribile… Io non sono così, chi mi conosce bene lo sa. Sono sempre stato corretto». Scuse che non sono bastate, a Fenati, per evitare il licenziamento dalla sua squadra: «Il contratto di Fenati – recita una nota del team Marinelli Snipers – è stato risolto a causa del suo comportamento antisportivo, inqualificabile, pericoloso e dannoso per l’ immagine di tutti. Ha messo in pericolo la vita di un altro pilota, non può essere scusato in alcun modo». CONTRO FENATI si sta scatenando tutto il mondo del motociclismo. «E’ stato un brutto gesto, incomprensibile e vergognoso sotto ogni profilo – attacca il riccionese Giovanni Copioli, presidente della Federazione motociclistica italiana – Si è sfiorata la tragedia perché a quella velocità le conseguenze potevano essere drammatiche. Posso capire la tensione agonistica e l’ adrenalina fra Manzi e Fenati che stavano battagliando, ma questo supera ogni limite di correttezza sportiva e mette a repentaglio la vita». Anche il mito del motociclismo Giacomo Agostini, che domenica era a Misano a vedere il Gran premio, non fa sconti a Fenati. «Bisogna avere la testa per fare il pilota. non riesco a capire il perché di un gesto così». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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