18 Dicembre 2010

Roma-L’ Aquila, un venerdì da incubo Passeggeri costretti a spingere il bus

Un’ odissea, una follia durata oltre 5 ore. Sette ore e mezzo di viaggio per raggiungere dalla capitale la città dell’ Aquila. Ed era previsto. Era previsto che sarebbe nevicato, e che i mezzi pesanti sarebbero stati probabilmente fermati dopo essere entrati in autostrada. Era previsto che i tempi per arrivare dalla Stazione Tiburtina al casello di Roma Est non sarebbero stati brevi. LE ALTRE STORIE Nove ore tra ingorghi e neve per tornare ad Avezzano Bus fatto tornare indietro, i passeggeri dormono a Roma Come al solito del resto, perché sul tratto interno dell’ A24 (il cosiddetto "tronchetto"), i tempi di percorrenza sono sempre critici e le complanari che dovrebbero attenuare i disagi molto lontane dalla realizzazione. Era previsto che per il tratto di linea Roma stazioneTiburtina-L’ Aquila Collemaggio, tempi ufficiali di percorrenza di 1 ora e 40 minuti, non sarebbero state sufficienti le 2 ore – 2 ore e mezzo di solito necessarie in questo periodo. Era tutto previsto, a parte quello che segue, ma prima facciamo un salto indietro di qualche mese. Perché il 31 marzo 2010 il Tar del Lazio accoglie il ricorso Codacons e della Provincia di Teramo,sull’ illegittimità degli adeguamenti tariffari avvenuti nel 2006 e nel 2008. L’ annullamento dei rincari è motivato dal mancato rispetto del price-cap e degli obblighi di miglioramento del servizio assunti dal gestore e derivanti dalla Convenzione stipulata con l’ Anas. Una sentenza che avrebbe dovuto far tornare indietro le tariffe di cinque anni, con il rimborso di quanto percepito in eccesso. Sentenza ribaltata da pochi giorni da parte del Consiglio di Stato. Incredibile, ma vero, tra i criteri di aggiudicazione della gara indetta dall’ Anas nel 2000 per assegnare la gestione dei due tratti autostradali, "figurava non solo la tariffa di pedaggio proposta, ma anche il corrispettivo da offrirsi al concedente non inferiore all’ importo di 100.000.000.000 lire ed uno schema di piano finanziario, in cui l’ Anas specificava che i soggetti concorrenti potevano prevedere una variazione tariffaria, entro i limiti previsti nella delibera Cipe del 20 dicembre 1996 per il quinquennio 2002-2006, tale da garantire un aumento cumulato delle attuali tariffe non inferiore al 50%". Tra i risultati della gestione privata, oltre ai costanti incrementi tariffari, il 9 marzo 2010 molti automobilisti rimasero già bloccati sul tratto Roma-L’ Aquila, con tempi di percorrenza anche di 6-8 ore da parte di alcuni autobus dell’ ARPA (le Autolinee Regionali Pubbliche Abruzzesi). L’ Arpa avanzò richieste di risarcimento, l’ Aduc chiese il ritiro della concessione, l’ allora prefetto Franco Gabrielli inviò la documentazione alla Procura dell’ Aquila, erano evidenti chiari elementi di negligenza. I risultati si sono visti solo nel ripristino degli aumenti passati, in attesa dei prossimi futuri. 17 dicembre 2010. Ore 16:15, partenza quasi in orario. Primo blocco all’ uscita da Tiburtina, ci vorranno oltre 30 minuti solo per percorrere poche centinaia di metri. Problema noto da anni all’ Arpa, ed esiste una corsia preferenziale per gli autobus che consente di ridurre drasticamente i tempi in caso di ingorghi come quello subito visibile. Ma l’ autista non ne terrà conto. Due ragazze gli chiedono peraltro se è chiusa l’ A24, hanno appena sentito questa notizia. L’ autista cade dalle nuvole, non si è informato con l’ Arpa né pensa di farlo, e chiede con indifferenza: "Volete scendere?". Siamo fermi sotto un ponte intasato di autovetture. E’ lungo il tempo per raggiungere il casello, si ariverà solo alle 18:10. Nel frattempo ci si informa su Internet, inutile chiamare il numero di Autostrade per L’ Italia, sempre occupati gli operatori. Inutile anche tentare di contattare il call center dell’ Arpa. Tramite Facebook, siti internet, chiamate varie, siscopre che l’ autostrada è stata chiusa, quindi riaperta. L’ autobus in partenza da Roma alle 14:45 sembra sia fermo a Carsoli, dopo poco scopriremo essere arrivato all’ Aquila dopo circa 3 ore e mezzo di viaggio. Non poco, ma tollerabile, molti pendolari sono anche abituati a tempi a volte peggiori.
 

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