Roma, un’ altra tegola sulla giunta Raggi
-
fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
ROMA Ancora guai per Atac che ora rischia davvero di saltare. L’ azienda di trasporto di Roma è sempre più sull’ orlo del fallimento e la corsa contro il tempo per «salvarla» potrebbe non arrivare al traguardo. Non c’ è davvero pace per la municipalizzata dei trasporti capitolina. Nel giorno in cui i radicali depositano le 33mila firme raccolte tra i cittadini per indire il referendum e liberalizzare il servizio, l’ Autorità garante per la concorrenza (Antitrust) infligge all’ azienda 3,6 milioni di multa per corse cancellate e mancata informazione ai cittadini. Una mega multa che fa esultare i consumatori. Il Codacons già prepara ricorsi collettivi e intanto chiede ad Atac di indennizzare gli utenti riducendo per il 2018 i costi degli abbonamenti. L’ Antitrust inoltre graziosamente fa sapere di avere erogato la mega multa in «misura ridotta tenuto conto della situazione economica disagiata dell’ azienda». L’ istruttoria, avviata lo scorso novembre, ha accertato che negli ultimi sette anni l’ Atac ha offerto nelle stazioni e sui siti web un prospetto falso delle corse e dell’ orario. Sulla carta l’ offerta era frequente e cospicua ma nella pratica, secondo l’ Antitrust, si verificava una persistente soppressione delle corse programmate senza alcun avviso agli utenti. Per l’ assessore ai trasporti Linda Meleo la multa «è l’ ennesima dimostrazione di come l’ azienda sia stata mal gestita in passato». Meleo, fedelissima di Raggi, infatti ricorda che nel mirino ci sono gli ultimi sette anni. Ben prima che i Cinquestelle conquistassero Roma. Ma le opposizioni sono pronte a presentare il conto anche a Virginia Raggi. Il sindaco per ora è in ferie. Alla ripresa però saranno davvero molte le emergenze che dovrà affrontare. Dai trasporti all’ acqua. E nulla esclude che dal primo settembre la capitale dovrà davvero porsi il problema del razionamento dell’ acqua. Doveva scattare ad inizio agosto. Poi, anche grazie alle ferie dei romani, la Regione ha autorizzato altri prelievi dal lago di Bracciano. Ma a settembre il problema si ripresenterà. Così come si ricomincerà a fare il punto sull’ emergenza rifiuti e su quella delle buche che la giunta ha pensato di risolvere seminando per la città cartelli stradali che intimano di non superare i 30 chilometri. Una situazione difficile che alla ripresa potrebbe diventare esplosiva. Ma torniamo all’ Atac, l’ azienda che ha 11.700 dipendenti. La multa dell’ Antitrust non è l’ unica tegola che grava sull’ azienda, che già vanta un debito di un miliardo e 300 milioni di euro, come denunciato dall’ ex amministratore Rota, poi licenziato. La municipalizzata è stata condannata a saldare il conto aperto da un decennio con Roma Tpl, consorzio privato che gestite il 20% delle linea di superficie. Tpl ha mandato un vero ultimatum ad Atac: pagate entro 15 giorni o chiediamo di pignorare i conti. Anche in questo caso il contenzioso è antico, risale al triennio 2006-2008. L’ ultimatum di Tpl può essere il colpo letale per Atac. Il costo della procedura giudiziaria farebbe lievitare il controvalore del pignoramento, accelerando il crac dell’ azienda. Al momento l’ unica possibilità discussa nel cda straordinario di Atac per evitare il fallimento è quella del concordato in bianco. A questo sta lavorando il nuovo presidente e ad Paolo Simioni che sarà affiancato da Carlo Felice Giampaolino nel complesso processo di ristrutturazione. Per ragioni di «urgenza e per un risparmio dei costi inoltre non sarà nominato un dg esterno. Simioni avrà il doppio incarico.(m.b.)©RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
