9 agosto 2018

Roma, trovati reperti archeologici durante lavori ma cantiere va avanti. Rivolta dei residenti a Pineta Sacchetti

 

Reperti archeologici ignorati durante la demolizione e l’ abbattimento di 54 fusti secolari. Sono questi in sostanza i cardini della diffida che i residenti di via Alessandro VII, nella zona Pineta Sacchetti, hanno inviato alla Soprintendenza Archeologica, al dipartimento Beni Ambientali, ai dirigenti del XIV municipio, all’ Anac, alla Procura di Roma e al Codacons. Un documento di 15 pagine con tanto di foto in cui i residenti chiedono alle autorità competenti di procedere con gli accertamenti per verificare cosa accade dietro la recinzione del cantiere di una ditta privata che da 4 mesi sta lavorando su un terreno di 10mila metri quadrati. Le prime operazioni di abbattimento sono iniziate a maggio. Le ruspe hanno buttato giù un ricovero per religiose da tempo in disuso. Poi hanno tagliato gli alberi e infine, hanno iniziato a scavare nel terreno. A questo punto sarebbero stati ritrovati alcuni reperti ma i lavori non si sono mai fermati. “Vogliamo solo capire cosa sta accadendo – spiegano allarmati i residenti della zona – come è possibile che il cantiere non sia stato sospeso dopo quei ritrovamenti? Abbiamo depositato la richiesta di accesso agli atti ma nelle carte che ci sono state consegnate non compare nulla”. Eppure, come viene chiarito anche nel documento già “nel 2003 nell’ ampliamento del tratto stradale di via della Pineta Sacchetti furono ritrovati alcuni reperti archeologici, tanto che i lavori stradali dovettero essere interrotti. Come si vede chiaramente dalla foto allegate, anche durante tali lavori sono stati rinvenuti resti archeologici”. Ma accertamenti sulla ditta sono stati richiesti anche all’ Autorità nazionale anticorruzione: “la Eurnova – si legge nel documento – del costruttore Luca Parnasi, che nel giugno del 2018 è stato arrestato per altra e diversa questione, ma pure sempre per rapporti stretti con gli organi dirigenti del comune di Roma sarebbe stata la prima ad intervenire nel cantiere. A tale ditta sono poi subentrate la Di Cos Spa, la Pineta 145 Srl e la Bioedil Engineering”.

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