Roma, tassa sugli alberghi e sugli aeroporti Ma Alemanno difende il pacchetto del governo
-
fonte:
- Avvenire
DA ROMA H a un bel da fare, Gianni Alemanno. Mentre al ministero dell’Economia tratta per salvare dalla mannaia di Tremonti i fondi per la Capitale, deve ripararsi dal fuoco di fila che gli piove addosso da tutte le parti. E la pietra dello scandalo è la tassa sugli alberghi: il primo cittadino sembra l’unico a volerla, visto che nel coro dei contrari ci sono il ministro del Turismo Brambilla, Confindustria, Federalberghi, consumatori, gli stessi consiglieri comunali pdl. Oltre, ovviamente, alle opposizioni.
«Siamo arrivati a 300 milioni di euro su 500», dice un affaticato sindaco dopo il faccia a faccia col ministro Giulio Tremonti. «Sono risorse strutturali da adesso al 2046», rassicura. «Ora si tratta di trovare i 200 milioni che mancano: lo Stato li troverà attraverso norme limitate non ancora discusse». Di sicuro «non saranno messi pedaggi sul Grande raccordo anulare (Gra)». A chi parla di ‘manovra antiromana’ Alemanno risponde secco: «Non è vero che la Lega ha preso tutto: in una situazione di crisi in cui ai comuni vengono tagliati 2 miliardi l’anno, ottenere 300 milioni è già moltissimo. Tagliamo tutto tranne la spesa sociale – assicura – dai costi di beni e servizi ai Cda delle municipalizzate ». Il resto dalle nuove tasse: «La tassa turismo», massimo 10 euro per gli extralusso, «non pesa sulla popolazione», sostiene il sindaco. Così come «sicuramente ci sarà l’addizionale aeroportuale del governo», un euro sui diritti di imbarco negli aeroporti. Tagli e tasse «non devono gravare sui cittadini.
A pensarla così sembra solo lui. Il primo altolà arriva proprio dal ministro del Turismo. «Apprendo che Alemanno starebbe valutando positivamente la tassa sui turisti – dice Maria Vittoria Brambilla – e desidero manifestare la mia assoluta contrarietà. Le imprese alberghiere già soffrono per la crisi. Sarebbe una misura iniqua che colpirebbe un determinato segmento della filiera turistica e costituirebbe un precedente per altre città, creando un serio danno al turismo». «Provvedimento miope ed iniquo», concorda Confindustria Aica e alberghi, «che chiude le possibilità di recupero». «Ne soffriranno tutti», prevede Federalberghi Roma. «Già Roma non è una città a buon mercato e i suoi servizi spesso non sono all’altezza », rileva il Codacons. Il leader dell’Api ed ex sindaco Francesco Rutelli parla di «stangata di Lega e Tremonti sulla Capitale» e di «harakiri per Roma perché la renderebbe ancora meno competitiva ». «Pietra tombale sul turismo» dice in coro il Pd. E a «condividere pienamente » le preoccupazioni del settore alberghiero sono varie voci nella maggioranza capitolina targata Pdl, da Federico Mollicone a A lessandro Vannini.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
- VIAGGI & TURISMO
