Roma, Tari. Raggi: “Possibile aumento delle tariffe”. Codacons: “Mai!”
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Alla fine c’è anche una conseguenza positiva, nell’incendio che ha messo fuori uso il TMB Salario. E ad annunciarla è proprio la Sindaca: “Quanto accaduto anticiperà i piani di riconversione sull’area. Valuto la possibilità di costruire lì dentro un centro di riciclo creativo, dove artigiani potranno lavorare nei laboratori per ridare una nuova vita a vecchi oggetti che, in tal modo, non finiranno in discarica”.
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In generale, tuttavia, prevalgono i contraccolpi negativi. Prosegue Virginia Raggi: “C’è da considerare che, oltre ai danni che stiamo calcolando e ai probabili costi aggiuntivi per la lavorazione dei rifiuti in altro loco, la chiusura dell’impianto che avevamo già programmato tra il 2019 e il 2020 sarebbe stata a costo zero per i romani. Invece, questo evento imprevedibile potrebbe far aumentare la tariffa”.
In effetti sembra un discorso logico, benché sgradevole: visto che la Tari è calcolata, in parte, sulla base dei costi effettivi, è fatale che al crescere di questi ultimi corrisponda un incremento del tributo.
Il Codacons, però, la pensa in modo opposto. E promette battaglia: “Qualsiasi aumento della Tari varato dal Campidoglio sarà impugnato dal Codacons nelle sedi opportune al fine di ottenerne l’annullamento”. Il presidente dell’Associazione, Carlo Rienzi, definisce l’ipotesi “inaccettabile”. E spiega: “I cittadini romani pagano per il servizio di raccolta rifiuti le tariffe più elevate d’Italia, con una spesa procapite pari a 270,2 euro nel 2017, superata solo da Venezia che tuttavia, essendo città lagunare, ha costi strutturali non paragonabili a quelli delle altre città. A fronte di tariffe più elevate rispetto al resto d’Italia, i romani subiscono un servizio disastroso, con la raccolta rifiuti che funziona in modo discontinuo arrecando disagi enormi alla popolazione”.
Insomma: che i costi complessivi vadano a influire sulle quote individuali è previsto dalla legge, ma questo non autorizza i Comuni a infischiarsene del rapporto tra ciò che spendono, e che poi scaricano sui cittadini, e la qualità realmente erogata. Altrimenti, l’obbligo di una corretta amministrazione viene disatteso e si precipita nell’abuso.
E anche questo, in effetti, è un discorso del tutto logico.
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