13 Dicembre 2010

Roma, si allarga la “parentopoli”

ROMA «Basta fango», sbotta il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Afferma che non esiste nessun «caso Roma». «Andate a vedere anche nelle altre città. Questa è una cosa che appartiene alla metodologia italiana prosegue e stiamo facendo di tutto per cambiare profondamente. Ho detto che sono disponibile a pagare se ho delle responsabilità, ma comunque non ne ho». Incalzato dai giornalisti, taglia corto: «Non mi occupo e non mi sono mai occupato di assunzioni. E’ una storia montata anche troppo. Fatela finita». E intanto, oltre quelle avvenute negli ultimi anni ad Atac e Ama, finiscono sotto osservazione anche le assunzioni fatte ad Acea. Ma l’ azienda, che fornisce energia e acqua, nega che siano state 600, dichiara di essere estranea a qualsiasi parentopoli e sostiene di essere stata tirata in ballo in maniera strumentale «nella spasmodica ricerca dello scandalo ad ogni costo». I carabinieri del Nucleo operativo di Roma la prossima settimana inizieranno a raccogliere i documenti relativi alle 850 assunzioni avvenute negli ultimi due anni all’ Atac (l’ azienda municipalizzata capitolina che gestisce il trasporto pubblico) e sulle quali è già stata avviata da parte dell’ azienda un’ inchiesta interna. Le carte verranno poi inviate alla Procura. E i carabinieri del Nucleo operativo avranno anche un incontro, sempre la prossima settimana, con i magistrati che indagano su parentopoli. Ma, mentre Alemanno aveva parlato di 85 casi sospetti all’ Atac, ieri l’ amministratore delegato dell’ azienda, Maurizio Basile, ha precisato: «Si parla di 85 assunzioni sospette, ma onestamente non so dove sia stato preso questo numero. L’ inchiesta interna è in corso e i primi risultati saranno noti prima di Natale, intorno al 20». E ha aggiunto: «Delle circa 850 assunzioni per così dire incriminate avvenute negli ultimi due anni in Atac, la metà riguarda macchinisti e operai. L’ altra metà, invece, è stata effettuata a chiamata diretta ed è su queste che si concentra l’ inchiesta interna». L’ opposizione attacca. «Parentopoli non è solo un problema giudiziario, ma è anche un problema politico a cui la politica deve rispondere con trasparenza e con una nuova mani pulite», dichiara il senatore dell’ Italia dei Valori, Stefano Pedica. Interviene pure il Codancons. «Dopo questo scandalo è evidente – dice il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – come nessun evento di importanza mondiale possa essere ospitato a Roma».
 

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