26 Luglio 2017

Roma senz’acqua, Regione e Acea cercano soluzioni: Codacons sul piede di guerra

 

 

Roma sta rimanendo senza acqua. Una situazione ormai conclamata da quando il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha ufficializzato l’emergenza siccità della Capitale, unita allo stop dei prelievi dal lago di Bracciano, una delle principali risorse idriche per la città Roma. Per evitare il temuto razionamento proposto da Acea, che dovrebbe riguardare circa un milione e mezzo di romani, ieri in Campidoglio c’è stato un lungo incontro tra i vertici dell’azienda multiservizi e la Regione.

Incontro Regione-Acea

Una cabina di regia che ha avuto esiti positivi e dovrebbe ripetersi anche nella giornata di domani, come confermato dal sindaco Virginia Raggi: “Il primo incontro è andato bene, abbiamo raggiunto dei primi risultati importanti. Acea e Regione hanno raccolto il nostro invito e stanno cercando una soluzione che non porti disagi ai cittadini romani”. Toni che fanno ben pensare, come quelli utilizzati dal presidente di Acea, Luca Lanzalone, che ha definito “fruttuoso” l’incontro.
Da dove arriva l’acqua

Un clima disteso, anche se resta pendente il ricorso di Acea contro la Regione Lazio per la decisione di stoppare le captazioni dal lago di Bracciano a partire dal 28 luglio. Ma se le condizioni del lago destano preoccupazioni, va chiarito il fatto che questo non è l’unica fonte di acqua da cui attingere e neanche la più ‘abbondante’. Infatti l’85% degli approvigionamenti idrici della Capitale arrivano dalle sorgenti, il 3% dalle fonti superficiali (tra le quali c’è il lago di Bracciano) e il 12% dai pozzi. Le sorgenti principali sono Peschiera – Capore, Acqua Marcia, Salone Vergine e Simbrivio Doganella, con la prima di queste che rifornisce Roma con circa 1,4 milioni di metri cubi d’acqua ogni giorno.
Razionamento e altre ipotesi

Il piano di Acea che prevede il razionamento dell’acqua dovrebbe partire il 28 luglio, con turni di otto ore che dovrebbero riguardare diverse zone, sia nelle ore diurne che in quelle notturne. Ancora da definire quali saranno le zone interessate con la speranza che l’emergenza rientri e non si debba ricorrere a questa soluzione, che porterebbe inevitabili disagi ai cittadini.

Una delle ipotesi emersa nelle ultime ore è quella di posticipare il razionamento dell’acqua al mese di agosto, quando la maggior parte dei romani lascerà la Capitale per le vacanze. Con un numero minore di cittadini da soddisfare i disagi potrebbero essere più contenuti.
Class Action del Codacons

Mentre il razionamento è ancora un’ipotesi, il Codacons è già sul piede di guerra e sta preparando una class action per conto dei cittadini romani. L’associazione dei consumatori è pronta ad intervenire al Tribunale delle acque a sostegno del ricorso di Acea contro l’ordinanza della Regione Lazio.

Il Codacons punta il dito contro i mancati interventi sulla rete idrica che portano una dispersione d’acqua del 45% nella sola città di Roma. “Siamo pronti ad intentare una azione risarcitoria collettiva conto Regione, Comune e Acea, a favore di tutti i romani che saranno coinvolti nel razionamento dell’acqua – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Questo perché le famiglie pagano tariffe idriche per un servizio che deve essere garantito con continuità, e che è già soggetto a gravi inefficienze, sprechi e perdite di ogni tipo”.

“Vogliamo che gli utili di Acea siano destinati interamente a sanare la rete di distribuzione dell’acqua, perché le criticità hanno raggiunto livelli inaccettabili – conclude Rienzi – Per tale motivo stiamo preparando un ricorso alla Corte dei Conti e alla Procura, affinché si obblighi l’azienda e il comune di Roma a utilizzare per i prossimi 5 anni i dividendi interamente per eliminare sprechi e perdite di condotti e tubature, senza remunerare i soci”.

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