24 Giugno 2019

Roma, scavalca cancello per partecipare ad evento: ragazzo si recide arteria femorale e muore

 

È morto il ragazzo di 25 anni ricoverato al Policlinico Umberto I dopo essersi reciso l’arteria femorale scavalcando un cancello per entrare ad un evento all’Università La Sapienza di Roma. La notizia è riportata oggi dal Messaggero. Francesco Ginese era stato trasportato in gravissime condizioni la notte tra venerdì e sabato al Policlinico Umberto I di Roma dove era stato operato d’urgenza nel pomeriggio di ieri. Indagini della polizia in corso Sono in corso indagini da parte della polizia sull’evento che si è tenuto nella notte tra venerdì e sabato all’Università La Sapienza di Roma. Al momento, secondo quanto si apprende, la morte del 25enne, sembrerebbe di natura accidentale. Tra l’altro il ragazzo avrebbe cercato di arrampicarsi su un cancello lontano da via Aldo Moro, ingresso principale. Nelle prossime ore la polizia invierà una prima informativa all’Autorità Giudiziaria. Gli organizzatori: non era un rave Purtroppo, poche ore fa è giunta la notizia che non avremmo mai voluto sentire. Notizia drammatica e straziante per tutte e tutti noi: Francesco, il ragazzo rimasto ferito venerdì sera, non ce l’ha fatta. In questo momento vorremmo solo esprimere il nostro dolore e la nostra vicinanza alla famiglia e agli amici di Francesco”. Così si legge sulla pagina Facebook di ‘Notte bianca Sapienza’. “È necessario, però, viste le falsità raccontate da una parte – fortunatamente solo una parte – della stampa, precisare alcune verità in merito ai fatti accaduti venerdì 21 sera/notte durante lo svolgimento di Sapienza Porto Aperto. “Non vi era alcun ‘ticket d’ingresso’, ma una semplice offerta libera. Il cancello di piazzale Aldo Moro era aperto; Sapienza Porto Aperto non è stato un rave. È stata piuttosto un’iniziativa artistico-culturale articolata in dibattiti sull’attualità, sport, musica, danze, live painting; ideata e realizzata per vivere e attraversare la città universitaria in modo diverso dal solito; Francesco è stato soccorso dall’ambulanza già presente in città universitaria, perché garantita, come sempre in questi casi, dalle studentesse e dagli studenti: la sicurezza e la tutela di tutte/i, infatti, è stata, come avviene in ogni occasione del genere, messa al primo posto; Appena conosciuta la gravità dell’incidente occorso a Francesco, in un luogo della città universitaria distante dagli eventi artistici e musicali, questi ultimi sono stati immediatamente interrotti e, con la collaborazione di tutte le studentesse e tutti gli studenti, i tanti convenuti hanno tempestivamente lasciato la città universitaria”. “Per rispetto del dolore della famiglia e degli amici di Francesco, non abbiamo intenzione di entrare in dibattiti e polemiche che ci appaiono utili solo a falsificare, e dunque a strumentalizzare, una terribile tragedia, in cui un giovane, come noi, ha perso la vita. Alla famiglia e agli amici di Francesco va il nostro pensiero e tutta la nostra vicinanza”, conclude il post. L’appello social per la raccolta di sangue Per salvare Francesco Ginese era subito scattata una gara di solidarietà, anche attraverso i social, per la raccolta di sangue. Anche sulla pagina Fb della ‘Notte Bianca’ alla Sapienza era stato rilanciato l’appello di amici e conoscenti di Francesco. “Ieri sera, mentre era in corso l’iniziativa, un ragazzo è rimasto ferito in un incidente ed è stato immediatamente soccorso dall’ambulanza prevista per l’evento. Francesco è ora in ospedale e ha bisogno di aiuto. Condividiamo e rilanciamo l’appello dei suoi amici per la raccolta di sangue”, era stato comunicato. La Sapienza: “Morte assurda”. “Da noi ripetuti divieti e denunce” “La Sapienza esprime profondo dolore per la morte assurda del ragazzo che si era gravemente ferito nella notte tra venerdì e sabato e manifesta solidarietà alla famiglia, così duramente colpita con la perdita di un figlio brillante e promettente. Si ringrazia tutto il personale del Policlinico universitario Umberto I per l’impegno profuso in queste ore con due difficili interventi chirurgici nel tentativo di salvare questa giovane vita”. Così l’Università la Sapienza di Roma. “Rattrista grandemente che nonostante i ripetuti moniti, divieti e denunce a evitare comportamenti non consentiti e rischiosi per l’incolumità, si sia verificato un gravissimo incidente che è costato una giovane vita”, fanno sapere dall’Università la Sapienza. L’Università: “In caso di eventi non autorizzati allertiamo le autorità” “Quando l’Ateneo ha notizia dell’organizzazione di eventi non autorizzati, provvede sempre, come anche nel caso in questione, ad una preventiva formale comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza. Inoltre, qualora tali eventi non autorizzati dovessero effettivamente svolgersi, contravvenendo al Regolamento in materia e/o forzando gli accessi agli spazi universitari, l’Ateneo procede sempre a presentare un esposto alla Procura della Repubblica”, spiegano dall’Università la Sapienza interpellati in merito alla morte del giovane. “Infine alla Sapienza è presente un servizio di vigilanza e un sistema di videosorveglianza che consente di allertare immediatamente le autorità competenti in caso di manifestazioni non autorizzate e di produrre documenti video che vengono, su richiesta, messi a disposizione delle stesse autorità”, concludono. Il Codancons annuncia presentazione esposto Il Codacons ha annunciato la presentazione di un esposto in Procura affinché siano accertate le responsabilità dei vertici dell’ateneo e delle stesse forze dell’ordine. “Si tratta di una morte annunciata, in quanto party abusivi organizzati senza autorizzazioni e senza il rispetto delle norme di settore mettono a grave rischio l’incolumità dei partecipanti e aumentano il rischio di incidenti anche gravi – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per tale motivo abbiamo deciso di chiedere alla Procura di Roma che già indaga sulla vicenda di accertare le responsabilità dei vertici dell’ateneo, a partire dal Rettore, e delle stesse forze dell’ordine che, in base a quanto si apprende, sarebbero state più volte avvisate attraverso esposti e denunce circa feste illegali organizzate a La Sapienza”. “Feste di questo tipo vanno impedite con ogni mezzo, perché sono estremamente pericolose anche in virtù delle droghe e dell’alcol che circolano al loro interno – prosegue Rienzi – Chi ha permesso che si svolgesse un party abusivo privo di autorizzazioni e senza il rispetto delle norme sui servizi di sicurezza e vie di fughe, deve essere indagato per concorso nella morte del ragazzo. Farebbero bene il sindaco di Roma e il Rettore dell’università a concedere agli studenti spazi all’interno dell’ateneo dove organizzare feste legali e nel rispetto delle norme vigenti, per evitare il ripetersi di simili tragedie”.

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