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13 Novembre 2019

Roma, scatta l’allarme antincendio: passeggeri in fuga da metro Spagna

 

Prima l’annuncio dall’altoparlante, poi la sirena. E il fuggi-fuggi per le scale verso la superficie e le uscite. In tanti con le mani su bocca e naso per proteggersi dall’odore acre che aveva invaso tunnel, banchina e piazzuole della stazione Spagna della metropolitana. La paura di ritrovarsi in mezzo a un incendio nei sotterranei ha fatto il resto. E ieri pomeriggio, nella fermata già al centro nei mesi scorsi di chiusure e indagini della magistratura sulla questione delle scale mobili non funzionanti, è stato il caos. Come del resto sull’intera tratta, con la nebbia e l’aria irrespirabile in altre fermate, come Lepanto e Ottaviano: in quest’ultima sono intervenuti i vigili del fuoco – la squadra 9A – che hanno impiegato pochi istanti per capire cosa fosse successo.

La testimone: «La gente era impaurita»

«C’era un fortissimo odore di gas e poi c’è stato l’annuncio che bisognava uscire ed evacuare la fermata – racconta Sofia, una giovane passeggera appena uscita dalla metro evacuata -. Tutti siamo stati presi dal panico: la gente correva coprendosi con le mani sul naso e sulla bocca. Una volta fuori poi abbiamo visto arrivare i vigili del fuoco». «Quando è passato il convoglio trainato i freni è come se avessero preso fuoco, c’è stato molto fumo che ha invaso le banchine e a quel punto hanno allontanato tutti e chiuso la stazione». Ha aggiunto un altro passeggero. «Ci hanno detto di andare fino alla fermata Repubblica», conclude un testimone.

Atac: «Allarmi antincendio scattati per il fumo»

«Sembrava che un treno stesse bruciando, abbiamo temuto il peggio», raccontano poi alcuni passeggeri. In realtà si è trattato di un malfunzionamento (finito sotto indagine da parte di Atac) su un treno alla stazione Cornelia che ha causato il surriscaldamento dell’impianto frenante. È stato così deciso di trainare il convoglio fino al deposito. Ma il problema ha avuto immediate ripercussioni su gran parte della tratta dove è scattato l’allarme antincendio. Anche se non c’era alcun rogo. A confermarlo la stessa azienda: «Gli allarmi sono scattati a causa della presenza di fumo provocato dai freni bloccati di un treno guasto che è stato necessario trainare al deposito per ripristinare velocemente il servizio. Il veicolo si era guastato alla stazione Cornelia. La necessità di movimentarlo ha provocato l’emissione di fumo e il conseguente disservizio».

Ottaviano aperta, Spagna chiusa per due ore

Ma se a Ottaviano non è stato deciso di chiudere la fermata, a Spagna questo provvedimento è stato invece adottato. Centinaia di persone che attendevano di salire sui treni sono state così costrette a uscire precipitosamente dalla stazione «chiusa per guasto tecnico», come veniva spiegato su InfoAtac – anche in questo caso fra i commenti arrabbiati e ironici degli utenti – nonostante fosse consentito il passaggio dei treni. Dalle 14.30 circa alle 16.30 i cancelli della fermata sono rimasti sbarrati. Le foto della nebbia sulla banchina con i passeggeri in attesa che cercavano di non respirare i fumi hanno fatto il giro dei social. Sono rimbalzate dappertutto, anche all’estero. I vigili del fuoco, inviati anche a Spagna dalla sala operativa del comando provinciale, sono rimasti in contatto con i responsabili della Dct (Direzione centrale trasporti) di Roma Metropolitane per capire la portata dell’inconveniente e organizzare altri eventuali interventi che, una volta chiarito cosa fosse successo, non sono stati fortunatamente necessari.

Barberini riaprirà a dicembre, ma solo a metà

Ma è rimasta la rabbia degli utenti per il blocco della linea A da Battistini a Ottaviano, con l’entrata in servizio di navette sostitutive. Intanto nella prima metà di dicembre potrebbe riaprire almeno metà della stazione Barberini. La notizia è stata resa nota dalla Commissione trasparenza presieduta da Marco Palumbo (Pd) che ieri ha sentito sulla vicenda i responsabili dell’Atac. Anche in questo caso la fermata è stata chiusa per disposizione della magistratura in seguito al blocco delle scale mobili. Dalla Commissione è emerso che a fine ottobre sono stati conclusi i lavori su tre impianti mentre su un quarto c’è una settimana di ritardo. L’azienda ha già chiesto al ministero dei Trasporti di effettuare i collaudi in vista della riapertura al pubblico, solo in uscita con quattro scale mobili per garantire la sicurezza in caso di evacuazione. Le altre due sono state dissequestrate a settembre ma sono in corso le pratiche per l’affidamento dei lavori. Proprio il presidente della Commissione sottolinea che «è inammissibile, per una grande capitale europea, impiegare tutto questo tempo per rimettere una stazione metro centrale al servizio della città». Anche il Codacons è sceso in campo: «Considerato che nel mese di dicembre si assisterà a un incremento delle presenze di cittadini e turisti in centro per fare acquisti legati alle festività natalizie , consentire il transito a Barberini solo in uscita vuol dire fornire un servizio a metà agli utenti, che però pagano biglietti e abbonamenti a prezzo pieno, e questo creerà disagi e confusione», spiega il presidente Carlo Rienzi.

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