31 Luglio 2020

Roma, saldi al via nella città vuota per il Covid: “Spesa media di soli 60 euro a persona”

previsioni nere dopo gli sconti avviati da mesi. “incassi in centro giù del 75 per cento”
Ovunque in città spuntano cartelli bianchi a coprire la scritta ” saldi”, che potrà essere scoperta solo domani, data ufficiale d’ inizio dell’ appuntamento con gli sconti di stagione. Ma è l’ unico elemento di normalità in un periodo che di normale non ha proprio nulla. Nel 2020 i saldi ( tardivi, normalmente partono i primi di luglio) ci saranno, ma non si vedono. Mancano i due elementi fondanti: i clienti e i soldi. Confcommercio prevede una spesa media di 60 euro pro capite, – 40% rispetto allo scorso anno. E, a sentire i commercianti, a poco è valsa la deroga al regolamento sul commercio votata dalla giunta regionale che ha consentito promozioni fin dalla riapertura, compreso il periodo – normalmente vietato – dei 30 giorni precedenti alla data d’ inizio saldi. Ovunque, tra il centro e la periferia, è un esplodere di “summer sale”, “fino a – 70%”, “prezzi incredibili”: formule accattivanti ma inutili. “La deroga ha favorito solo la grande distribuzione, non certo le micro imprese – spiega Monica Paba, titolare di un negozio di scarpe in piazza dei Mirti, a Centocelle e portavoce del Cais, che rappresenta 5.000 esercizi commerciali su tutto il territorio laziale – Noi la merce l’ abbiamo pagata per intero, ci ritroviamo a fare sconti e saldi su una stagione che non è mai iniziata”. Il Codacons riporta i dati sui consumi: a Roma si prevede un calo almeno del 25% sugli acquisti di merce scontata, che si aggiunge al pesante – 75% di vendite nel centro storico nel settore dell’ abbigliamento, calzature, intimo ( – 50% nelle aree più periferiche). E la prospettiva, secondo la Confesercenti, è che per fine agosto, saldi o non saldi, saranno 2.000 i negozi costretti a chiudere per sempre le saracinesche. Cronaca di ALESSANDRA PAOLINI “Manca proprio la voglia di comprare – spiega Daniele Illiano, commesso del negozio Nuvolari in via del Corso – Le persone vengono in centro più per una passeggiata liberatoria che altro”. La conferma arriva osservando la via dello ” struscio”: tra gare di corsa con monopattini e ragazzi che ciondolano nelle piazze, di buste ricolme sottobraccio se ne avvistano ben poche. “L’ inizio dei saldi non cambierà un bel niente, non c’ è lavoro – gli fa eco Pamela Di Segni, titolare del negozio di scarpe Noga, poco più avanti – . E qui in centro siamo vittime non solo della mancanza di turisti, ma anche di tutti i dipendenti pubblici, ora in smart working”. Un problema sollevato da David Sermoneta, presidente dei commercianti di Piazza di Spagna e della Confcommercio Roma centro: “C’ è ben poco di smart in questa politica. Se le persone non vanno al lavoro, le possibilità dell’ acquisto dettato dall’ emozione si riducono a zero. E smart working equivale anche a un minore bisogno di acquistare abiti nuovi adatti all’ ufficio, ormai si compra solo per necessità”. E così, Roma si prepara a saldi che non esistono né nella sostanza (la merce è già tutta scontatissima), né nell’ approccio dei clienti, stretti nell’ incertezza sul futuro e la crisi economica galoppante. “Abbiamo incontrato la sindaca Raggi per chiedere di istituire un osservatorio sul commercio – conclude Monica Paba di Centocelle – . Bisogna trovare nuove strategie. Se moriamo noi, muore la città”.
arianna di cori

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