11 Gennaio 2005

Roma s?adegua, le polemiche vanno in fumo

Roma s?adegua, le polemiche vanno in fumo


Divieto contestato nei locali, solo 5 multe. Saponaro: «Più fondi per adeguare le sale»



Sigarette fuori dalla porta. Stop al fumo nei locali pubblici. E? entrata in vigore la legge che mette al bando ?bionde? e sigari in locali, luoghi di lavoro, negozi, uffici pubblici e persino discoteche. Per i patiti del tabacco resta solo la possibilità di assaporare il piacere all?aperto oppure nei locali muniti degli impianti di riciclo dell?aria.
Multe salate per i trasgressori (cinque ieri in città), ma pochi ?sceriffi? pronti a denunciare i colpevoli: 30 sono state le chiamate al 112 e al 113. Francesco Saponaro, assessore regionale al commercio, ha scritto ieri al Prefetto Achille Serra chiedendo clemenza almeno per i primi tempi: «Non le sarà sfuggito che la legge prevede la chiusura dei locali di intrattenimento (discoteche e pub, ndr ) da tre giorni a tre mesi. La sanzione accessoria appena citata rischia di esporre i titolari a un ?castigo? certamente non commisurato all?infrazione commessa. Confido quindi sulla sua consueta illuminata visione in modo particolare per l?esecuzione e la graduale applicazione delle possibili sanzioni non pecuniarie». Saponaro ha anche informato il Prefetto che la Regione sta cercando le risorse per contribuire alle spese di adeguamento dei locali pubblici. «Un milione di euro – aggiunge Vincenzo Saraceni, assessore regionale all?ambiente – per garantrire sia la difesa dell?ambiente che la tutela della salute».
Ma come si presentava domenica sera, la Capitale, allo scoccare della mezzanotte? Passeggiando per Campo de? Fiori verso le 23.30 non si notava nulla di strano. Dalle finestre dei locali appannate per il freddo nuvole di fumo confondono i volti delle persone. A mezz?ora all?ora X quell?ultimo tiro alla sigaretta ben stretta e quasi ammirata lo testimonia. Al pub The Drunken Ship si beve, ma si fuma anche. I cartelli scritti a penna con il divieto di fumo dalle 24 che tappezzano il locale sembrano scandire il count-down. Ristoranti e pizzerie hanno invece fatto scattare il divieto già da tempo. All?interno del locale Baffetto 2, a piazza del Teatro di Pompeo, l?aria è pulita e chiara, a differenza dell?umore un po` cupo dei proprietari. Anna Polpetti, proprietaria del locale, vorrebbe la soluzione estrema: «Vorrei creare un locale solo per fumatori». Malumore anche alla Bruschetteria degli angeli a piazza Benedetto Cairoli. «Ho speso 5 mila euro per sistemare una sala fumatori – spiega il gestore – ma ora non rispetta la normativa. Le regole non sono chiare». Scorre il tempo e anche le ultime sigarette. Trastevere, Antico Caffè del Moro, alle 23.55 si è celebrato il rito dell?ultima sigaretta: i fumatori presenti ne hanno accesa una tutti insieme prima della mezzanotte.
Non solo in centro. La regola vale per tutti. «Prima delle 24 – ricorda Filippo Mesiano, del pub West, in via Trionfale – abbiamo ricordato ai clienti il divieto. C?è stato qualche mugugno, ma tutti hanno spento la sigaretta». In via Jenner 142, a Monteverde, nel ristorante Rossovino da Maurizio, il titolare, Gianni Ambrosetti, 48 anni, alza le braccia: «Da me non si potrà più fumare, perché è troppo costoso adeguare alle norme le sale che ospitano 140 persone. Così niente bionde per i clienti». Non mancano poi i trasgressori. Tra i quali Stefano e Alessandro, di 45 e 39 anni, che all?interno della pizzeria Il Giardino, alle 24 e venti, continuano a fumare: «E? assurdo che lo Stato continui a vendere sigarette e sigari e al tempo stesso ne vieti l?uso con una legge ingiusta».
E non mancano nemmeno i fumatori irriducibili, come Pasquale Squitieri, Gianfranco Funari, Giordano Bruno Guerri, Pierluigi Diaco e Oscar Giannini, si sono ritrovati al binario 10 di Termini per poi entrare nel Cafè Food hall con la sigaretta accesa. «Bisogna combattere l?inquinamento – ha sottolineato Squitieri. – E? troppo facile contrastare la sigaretta». «Da vent?anni non vado al cinema per il divieto di fumo – ha aggiunto Funari. – Ora rinuncerò al ristorante». Scenario simile al secondo bar della stazione: sigaretta accesa da parte dei fumatori ?celebri?, camerieri che provano a far rispettare le norme, ma rifiuto dei fumatori. «E? una legge sbagliata – ha affermato Diaco – e che arriva in ritardo per disciplinare il settore». Guerri è poi entrato in una tabaccheria della stazione, dove è stato multato insieme con la proprietaria. Il divieto è stato invece rispettato dai passeggeri presenti a Termini.
Ironia della sorte ieri, proprio colei che voleva provocatoriamente testare il grado di rispetto della nuova normativa anti-fumo è stata multata. È questo l?epilogo del blitz dei volontari Codacons al Bar-ristorante Rosati di piazza del Popolo avvenuto primo pomeriggio. Gli agenti del Commissariato Trevi, dopo aver sentito la donna, un?attivista del Codacons, e il cameriere del locale, hanno creduto alle parole di quest?ultimo, che ha affermato di aver intimato alla donna di spegnere immediatamente la sigaretta senza però essere ascoltato. La volontaria aveva invece affermato che il dipendente di fronte alle sue rimostranze aveva accettato di «chiudere un occhio». Insomma se ne vedranno delle belle.


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