19 giugno 2018

Roma, rivolta contro le strisce blu a 3 euro: «Barricate e ricorso al Tar»

Rivolta contro l’ aumento della sosta sulle strisce blu. «Un aumento delle tariffe per le strisce blu della capitale sarà possibile solo se prima si incrementerà il servizio di trasporto pubblico e se si adotteranno misure per regolamentare il traffico e combattere la sosta selvaggia». Lo afferma il Codacons, «pronto alle barricate contro il nuovo piano tariffario del Campidoglio». «Non è in alcun modo possibile aumentare il costo delle strisce blu lasciando la mobilità capitolina nello stato pietoso in cui versa oggi – spiega il presidente Carlo Rienzi – Un incremento delle tariffe può essere accettato se limitato (massimo 2 euro l’ ora) e se accompagnato da misure per migliorare la viabilità, in primis la lotta alla sosta selvaggia e alla doppia fila, e rendere adeguati i trasporti pubblici, in modo da spingere gli utenti a lasciare a casa l’ auto e offrire loro alternative valide per gli spostamenti. Valuteremo minuziosamente il piano tariffario e gli atti seguiti dall’ amministrazione, al fine di verificare che l’ istruttoria sia regolare e adeguata – prosegue Rienzi – In caso contrario, bloccheremo al Tar qualsiasi aumento delle strisce blu al pari di quanto abbiamo fatto prima con Alemanno, poi con Marino, ottenendo ragione sia al Tar che al Consiglio di Stato». «A Roma cittadini, turisti e visitatori si trovano a dover affrontare ogni giorno una giungla in cui disservizi, ritardi, strade costellate di buche, alberi caduti e animali selvatici che passeggiano indisturbati in pieno centro costituiscono ormai la normalità. Tuttavia risolvere una situazione prossima al collasso e intervenire per migliorare la vivibilità della città non sembra essere la priorità per l’ amministrazione comunale, impegnata invece ad elaborare programmi per fare cassa su quello che nella Capitale è un bene prezioso: il parcheggio». Lo dichiara in una nota Federconsumatori. «La proposta, che altro non è che una manovra per rimpinguare le casse del Comune a spese di chi, per motivi lavorativi o di altra natura, è di fatto costretto a spostarsi con l’ automobile in città, viene presentata come un tentativo di incentivare l’ utilizzo dei mezzi pubblici. Peccato che a Roma il servizio di trasporto urbano sia a dir poco lacunoso (inefficienze e tempi di attesa biblici sono all’ ordine del giorno, per non parlare di guasti, interruzioni improvvise del servizio e autobus vetusti, che addirittura prendono fuoco) e che l’ introduzione di nuove vetture non sia prevista prima del prossimo anno. Un vero e proprio paradosso».

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