ROMA Percorso a zig zag o da gambero, fate voi.
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA Percorso a zig zag o da gambero, fate voi. Un passo avanti e uno indietro. A dimostrazione che dal tunnel della crisi il Paese ancora non è fuori. A settembre la produzione industriale è scesa del 2,1% rispetto ad agosto mentre è cresciuta del 4,1% rispetto ad un anno fa. Nel terzo trimestre di quest’ anno è aumentata dell’ 1,3% sui tre mesi precedenti. A conferma dell’ andamento altalenante altri due parametri: il calo registrato dall’ Istat è il primo del 2010 ed è il ribasso più consistente dal marzo del 2009. Non solo. Isae e Confindustria pronosticano una nuova inversione di tendenza. Più precisamente, un rialzo per i prossimi mesi. L’ ente di ricerca legato al Tesoro vede un «recupero parziale», ma a ritmi sostanzialmente modesti che si tradurrà in una crescita dello 0,3% negli ultimi mesi di quest’ anno. Crescita al rallentatore anche per i primi mesi del 2011. Secondo le previsioni del Centro Studi di viale dell’ Astronomia, ottobre ha fatto segnare un parziale recupero, pari allo 0,9% su settembre. Dall’ indagine rapida del Csc a ottobre la produzione è risultata del 17,7% inferiore al picco pre crisi (aprile 2008) e in crescita del 10,8% dai minimi del marzo 2009. «Il recupero nell’ ultima parte dell’ anno – dice il Centro Studi di Confindustria – si delinea più lento, dopo l’ aumento dell’ 1,3% nel terzo trimestre». In miglioramento gli ordini, soprattutto provenienti dall’ estero e le aspettative rilevate presso le imprese manifatturiere. Scenario confermato anche dagli indicatori delle piccole e medie imprese. Tornando ai dati di ottobre, l’ Istat spiega che l’ arretramento del 2,1% è il risultato di variazioni congiunturali tutte negative: -3,7% per i beni strumentali, -2,6% per l’ energia e -1,8% sia per i beni intermedi sia per i beni di consumo (-6,6% per i beni durevoli, -0,9% per quelli non durevoli). Rispetto a settembre del 2009, il nostro istituto di statistica registra aumenti dell’ 11,5% per i ben strumentali e del 3,9% per i beni intermedi. Cali, invece nel settore energia (-1,4%) e nei beni di consumo (-0,3%). L’ analisi su base annua mostra che gli incrementi più marcati riguardano i comparti dei macchinari e attrezzature (+18,5%), delle industrie manifatturiere (+9,2%), delle industrie tessili e abbigliamento (+7,9%) e della metallurgia e prodotti in metallo (+6,6%). Infine, -8,3% sull’ anno nella produzione di auto. A giudizio del Codacons «i dati dimostrano non solo che il vecchio decreto incentivi è stato un autentico fallimento, ma che anche il nuovo provvedimento del ministro dello Sviluppo Romani è la cronaca di un insuccesso annunciato. Se il governo vuole rilanciare la produzione gli incentivi dovrebbero essere finanziati con 3 miliardi». «Il calo della produzione – denuncia la Cgil – è la conferma dell’ assenza di politiche adeguate da parte del governo». «Segnali evidenti che la ripresa stenta», il giudizio della Uil. Per la Cisl «non è più possibile pensare a una ripresa spontanea e lineare dell’ industria anche se lenta e graduale. Servono decisioni concrete sul terreno della politica industriale».
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