25 Agosto 2010

ROMA OLIMPICA: IL CAMPIDOGLIO CELEBRA IL CINQUANTENNALE DEI GIOCHI DEL ’60 SOGNANDO IL 2020

IL CODACONS DICE ANCORA UNA VOLTA NO  CODACONS: VANNO RICORDATI ANCHE TUTTI I DISAGI PER I CITTADINI E LE STRUTTURE COSTRUITE IN FRETTA E FURIA SENZA UN PIANO URBANISTICO APPROPRIATO
 

LA RAI FA INFORMAZIONE FAZIONSA, UNA NOTA DEL CODACONS AL GR1 PERCHÉ IN UN APPROFONDIMENTO AD HOC HA OMESSO TUTTE LE INFOROMAZIONI SUI CITTADINI CONTRARI AI GIOCHI

Celebrare i 50 anni, dalle ultime olimpiadi italiane, con un occhio al 2020. È quello che accadrà da stasera e fino all’11 settembre a Roma, in occasione della ricorrenza delle Olimpiadi tenute nella Capitale nel 1960, quando con una serie d’iniziative volute per ricordare, fatti, eventi e personaggi dei Giochi di mezzo secolo fa, si cercherà anche di proporre una nuova immagine vincente per la corsa all’assegnazione di quelli del 2020.
Il Codacons, pur ricordando con giusto trasporto quell’edizione nostrana dei Giochi Olimpici, non può non sottolineare come le Olimpiadi determinarono, per Roma, una svolta definitiva sul piano dell’urbanistica e della viabilità non senza traumi per i cittadini.
Si decise, innanzitutto la morte, o quasi, dell’intera linea dei tram per due ragioni: fare spazio a nuove arterie stradali – perché l’Olimpiade del grande rilancio doveva portare anche a un boom nella vendita di automobili – e favorire l’utilizzo della metropolitana. Ma chi non aveva, o non poteva permettersi, un’automobile non se ne faceva niente dell’Olimpica, ad esempio, né tantomeno dell’unica linea di metropolitana che per diverso tempo collegò solo la stazione termini con la zona Eur.
In buona parte della rete viaria già esistente vennero, invece, stravolti i sensi di marcia – come sul lungo Tevere che divenne a senso unico -, per favorire il traffico dei pullman delle delegazioni di atleti di tutto il mondo, senza minimamente preoccuparsi di sconvolgere le abitudini dei romani. Inoltre venne costruito Corso Francia, terminato l’Eur, prolungata via Cristoforo Colombo, insomma ciò che realmente accadde, e di cui i romani si accorsero solo una volta passata l’euforia per le imprese di Livio Berruti e Abebe Bikila, fu una trasformazione sostanziale del modo di vivere la città, ma senza che fosse stato risolto alcun problema dei i cittadini, anzi.
È proprio questo che il Codacons vuole evitare che accada, con l’eventuale assegnazione alla Capitale delle Olimpiadi del 2020: “Vogliamo che l’amministrazione comunale si faccia carico dei problemi di viabilità per i cittadini, non per gli atleti stranieri; chiediamo che vengano inaugurati cantieri per migliorare la città, non per compiacere il Comitato Olimpico Internazionale, e pretendiamo un sistema di ritiro e smaltimento dei rifiuti efficiente su tutto il territorio urbano per chi vive Roma, non per i media internazionali”, ha commentato il Presidente Codacons Carlo Rienzi. Cha ha concluso: “E i mezzi d’informazione italiani dovrebbero dare voce anche a tutti quei cittadini preoccupati, non solo cavalcare il ricordo del 1960 per dare slancio alla candidatura di Roma, al riguardo abbiamo già inoltrato una nota alla Rai perché in un approfondimento di Radio1, proprio sulle olimpiadi, si è omessa totalmente l’esistenza di romani per i quali non sarebbe opportuno ospitare i giochi, ignorando tutti i problemi della città”.
 

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