10 Novembre 2014

Roma, metro C: parte prima tratta, con disagi incorporati

Roma, metro C: parte prima tratta, con disagi incorporati

Alla fine è partita. La prima tratta della metro C di Roma, quella compresa fra Parco di Centocelle e Pantano – Montecompatri (i primi 13 chilometri della terza linea metropolitana di Roma, per ora 15 stazioni di cui 5 nuove in sotterranea e 10 ammodernate in superficie) è partita ieri ma non senza intoppi: il treno partito alle 5.30 dal capolinea di Centocelle si è infatti fermato per 11 minuti per un problema tecnico. La nuova linea è guardata con un certo scetticismo dal Codacons e dell’Adoc. Il Codacons parla di partenza col piede sbagliato, mentre l’Adoc sostiene che la nuova tratta non risolve il problema del trasporto pubblico romano.

“La Metro C sembra essere partita col piede sbagliato – ha detto il presidente del Codacons Carlo Rienzi davanti al problema tecnico che ha coinvolto il viaggio inaugurale della nuova linea metropolitana della capitale – Ciò che è accaduto oggi (ieri, ndr), quando la metro C era sotto gli occhi di tutti e avrebbe dovuto garantire un funzionamento perfetto, è di pessimo auspicio. Una linea nuova di zecca, costata miliardi di euro e attesa per anni, non può permettersi alcun problema tecnico. Vogliamo sperare che il guasto odierno non sia un sintomo di ciò che attenderà gli utenti in futuro, ossia una metro dove gli stop e i problemi tecnici sono quasi quotidiani, al pari di quanto già avviene sulle linee A e B e sulla Roma-Lido”.

Il Codacons ha inoltre svolto un monitoraggio della linea per vedere come funziona e ha denunciato alcune criticità: “Una situazione di particolare pericolosità si registra presso il capolinea di Monte Compatri-Pantano – denuncia l’associazione – Fuori da tale stazione, infatti, per raggiungere l’altro lato della strada (via Casilina) gli utenti sono costretti ad utilizzare strisce pedonali “invisibili”, ossia quasi cancellate del tutto dall’asfalto, nonostante le automobili in tale tratto sfreccino a velocità sostenute. Una situazione di evidente pericolo per i cittadini, che avrebbe dovuto essere risolta prima dell’inaugurazione della linea”. L’associazione ha inoltre riscontrato alcuni problemi a bordo dei treni (sedili non confortevoli e rigidi, eccessivo caldo nelle carrozze) e la chiusura proprio ieri, presso la stazione di Grotte Celoni, dell’ascensore che porta all’ingresso della stazione, al pari di una scala mobile installata presso la stessa fermata. “Chiediamo al Comune di intervenire per eliminare tutte le situazioni di disagio o di pericolo per i passeggeri della nuova linea – ha detto il presidente Carlo Renzi – Problemi come quello di Pantano avrebbero dovuto essere risolti ben prima dell’apertura della Metro C, dotando la stazione di infrastrutture adatte ad una metro di nuova generazione”.

Non solo lo stop del treno, ma anche la problematicità dell’accesso per i disabili: per l’Adoc i problemi della metro C non sono affatto nuovi e soprattutto la nuova tratta “non risolve i problemi di Roma”. Sostiene il presidente dell’associazione Lamberto Santini: “Pensare che la nuova Metro C, anche a causa della sua incompletezza, possa risolvere i problemi del trasporto pubblico romano è utopistico. I primi segnali di disservizio, come i problemi legati all’accesso dei disabili e l’allagamento di una stazione prima dell’inaugurazione, non promettono bene, anche alla luce del pesante investimento sostenuto per la realizzazione, sproporzionato rispetto al risultato. Il sistema di trasporti romano è ridotto ai minimi termini, ogni giorno per il cittadino romano è una lotta muoversi con i mezzi pubblici. E non saranno poche nuove fermate di metro a sanare una situazione drammatica”.

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