2 Settembre 2015

ROMA, MAESTRE ASILI NIDO: CODACONS DENUNCIA IN PROCURA IL SINDACO MARINO E L’ASSESSORE MARCO ROSSI DORIA

    ROMA, MAESTRE ASILI NIDO: CODACONS DENUNCIA IN PROCURA IL SINDACO MARINO E L’ASSESSORE MARCO ROSSI DORIA

    PER ABUSO DI ATTI D’UFFICIO E INOTTEMPERANZA ALLA SENTENZA DI STRASBURGO

    IN FASE DI PARTENZA IL RICORSO CODACONS CONTRO I BANDI CONTESTATI

    Il Codacons ha presentato oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Roma  contro il Sindaco Ignazio Marino e l’Assessore alla scuola, Marco Rossi Doria, in cui si chiede di indagare sulla vicenda delle maestre d’asilo nido escluse dai bandi del comune, alla luce del reato di abuso di atti d’ufficio e per l’inottemperanza alla sentenza di Strasburgo del 26 novembre 2014.
    “Roma Capitale ha indetto una procedura per l’assunzione a tempo determinato di personale della scuola dell’infanzia, escludendo espressamente e irragionevolmente le educatrici più esperte e, dunque, più qualificate (proprio per aver già concluso contratti a termine di durata superiore a 36 mesi complessivi di proroghe e rinnovi), senza peraltro prevedere la loro assunzione a tempo indeterminato, né tantomeno tempi certi ed effettivi di un concorso pubblico ad esse strettamente riservato, come invece ha ordinato la Corte di Giustizia nella nota pronuncia del 26 novembre 2014 – scrive il Codacons nell’esposto – La pronuncia in questione, infatti, non ha certo vietato, come si vorrebbe lasciar credere, il rinnovo di contratti a termine la cui durata complessiva superi i trentasei mesi, lasciando così a casa migliaia di precari, ma ha piuttosto obbligato a fare il contrario, ossia ad assumerli o, comunque, a garantir loro una concreta possibilità di assunzione a tempo indeterminato mediante la concreta e certa indizione di concorsi pubblici, oltre al risarcimento dei danni subiti per effetto dell’abusivo ricorso allo strumento della contrattazione a termine”.
    Da qui, l’assoluta gravità e discriminatorietà della condotta tenuta dai funzionari firmatari del bando riservato alle precarie  – magari più giovani e sicuramente meno esperte di quelle escluse – che, in pratica, solo per “essere precarie da meno tempo”, hanno avuto diritto a partecipare alla selezione per l’inserimento in graduatoria, condotta che ha portato il Codacons a rivolgersi oggi alla Procura.
    Intanto – fa sapere l’associazione – è ai nastri di partenza il ricorso collettivo al Tar contro i bandi del comune, al quale possono ancora aderire le maestre escluse, inviando una mail all’indirizzo info@codacons.it

    Previous Next
    Close
    Test Caption
    Test Description goes like this
    WordPress Lightbox