28 Novembre 2010

ROMA. L’ Atac, la municipalizzata del trasporto pubblico di Roma

ROMA. L’ Atac, la municipalizzata del trasporto pubblico di Roma, trasformata in una sorta di azienda di famiglia, per risolvere la vita di un nipote, o le ambizioni lavorative di una moglie. Il sindaco Gianni Alemanno vuole sapere cosa ci sia di vero, nel caso sollevato sulla "parentopoli" dell’ azienda di trasporto pubblico, e dà mandato all’ amministratore delegato di aprire una inchiesta interna. Fra le 854 assunzioni degli ultimi due anni, avvenute su chiamata diretta, fra Atac e Trambus, secondo un’ inchiesta di Repubblica, ci sarebbero infatti mogli, generi, nipoti e segretarie di assessori, dirigenti e sindacalisti. Nell’ elenco di chi non sarebbe stato individuato esattamente sulla base dei meriti, spunta anche una ex cubista. Così Alemanno chiede all’ amministratore delegato Maurizio Basile una indagine per «verificare la veridicità di quanto pubblicato, controllando i criteri di assunzione che sono stati utilizzati dalle precedenti amministrazioni nell’ ultimo decennio». I risultati di questa verifica – si aggiunge in Campidoglio – saranno presentati dall’ amministratore delegato «entro massimo 15 giorni, adottando le iniziative conseguenti». E mentre il Codacons annuncia un ricorso alla Corte dei Conti, l’ ex ad dell’ azienda Bertucci replica alla presunta "parentopoli" definendola un attacco personale: «sotto la mia gestione – dice – i dipendenti complessivi di Atac sono diminuiti nel complesso di alcune centinaia rispetto allo scorso anno e non gonfiati di 854 unità».

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