8 Luglio 2016

Roma inizia l’ era Raggi: «È tornata la democrazia»

 Roma inizia l’ era Raggi: «È tornata la democrazia»

ROMA Il primo fotogramma è l’ elezione del presidente dell’ Assemblea capitolina: con 30 sì a Marcello De Vito (mr preferenze dei pentastellati), 17 bianche e 2 nulle, il M5S che da ieri governa Roma passa all’ insegna della compattezza la prima prova d’ aula. Il prologo mediatico-simbolico invece ha il viso del figlioletto di Virginia Raggi: dopo avergli comprato un gelato (pagato, e l’ involucro gettato nel cestino dei rifiuti), la mamma lo “insedia” per qualche istante come sindaco. Il dato politico, infine, è la composizione della giunta, pubblicata da Raggi sul blog di Beppe Grillo che ieri ha anche trasmesso in diretta streaming la seduta d’ insediamento. Una scelta che incassa l’ applauso tiepido del Codacons: bene la diretta all’ insegna della trasparenza, ma mai più su un sito privato che contiene messaggi pubblicitari. La squadra, dopo tensioni e contrordini, è questa: Daniele Frongia, inizialmente indicato come capo di gabinetto, sarà vicesindaco (a lui anche la delega allo Sport inizialmente assegnata all’ ex rugbista Andrea Lo Cicero, poi sacrificato per rispettare la parità di genere); Paolo Berdini, docente e bestia nera dei costruttori, all’ Urbanistica; Paola Muraro – già collaboratrice di Ama- all’ Ambiente; Marcello Minenna, dirigente di Consob e già nel team di Tronca, ha Bilancio e Partecipate; il manager di eventi culturali Luca Bergamo alla Cultura; Flavia Marzano, presidente degli Stati Generali dell’ Innovazione, a Semplificazione e Smart City; Adriano Meloni, ex ad di Expedia, allo Sviluppo Economico; Laura Baldassarre, Unicef Italia, al Sociale; Linda Meleo, ricercatrice alla Luiss, ai Trasporti; Daniela Morgante, magistrato della Corte dei Conti e già assessore al Bilancio con Ignazio Marino, sarà capo di gabinetto. Gli assessori debuttano davanti a un’ Assemblea al gran completo e a 216 giornalisti da tutto il mondo. E Virginia Raggi può annunciare: «Dopo otto lunghi mesi, Roma torna ad avere un sindaco eletto democraticamente dai propri cittadini ed è soprattutto questa la vittoria di cui dobbiamo, innanzitutto, ritenerci orgogliosi: aver ripristinato la democrazia in una città dove questa era venuta a mancare». Il Pd le fa gli auguri, FdI la sfida a fare la rivoluzione, Stefano Fassina deposita una proposta di referendum sulle Olimpiadi. Ben più vivace a Milano l’ insediamento di Beppe Sala, col centrodestra che fa filibustering, solleva l’ ineleggibilità del sindaco e, quando la segretaria generale la rigetta, abbandona l’ aula per protesta. «Cominciamo male, cominciate con l’ arroganza dei numeri» è la bacchettata al centrosinistra del consigliere d’ opposizione Matteo Salvini. Infine, alla terza votazione, la maggioranza elegge presidente Lamberto Bertolé (Pd).
 

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