Roma, in coda 260 ore l’anno
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fonte:
- Il Messaggero
Un miliardo e mezzo di danni economici, tra ore di lavoro perse, interventi dei vigili urbani e interruzioni dei servizi pubblici. Senza contare i danni di carattere ambientale. Tanto costa, ogni anno, uno dei principali problemi della Capitale e dei romani: il traffico. Il piano strategico della mobilità del Campidoglio parla chiaro: la congestione della circolazione cittadina non è soltanto un’inesauribile fonte di stress per chi si muove in auto, ma è anche una pesante voce passiva per l’economia romana. Basti pensare al monte-ore perse: 135 milioni in un anno. Ore passate dai romani in macchina senza poter lavorare, accumulando stress, consumando benzina e, dulcis in fundo, inquinando l’aria. E i mezzi pubblici? Alle carenze strutturali del servizio si aggiungono le aggravanti apportate proprio dal traffico, che rallenta autobus e tram. Ma anche e soprattutto dell’inciviltà di tanti automobilisti: l’Atac calcola in circa tremila le corse perse, ogni anno, a causa dei rallentamenti dovuti alle auto parcheggiate in doppia fila. Ma quanto tempo perde un automobilista romano medio, ogni anno, nel traffico? La risposta tenta di darla uno studio realizzato dal Codacons nelle tre principali città italiane: Roma, Milano e Napoli. Nel 2009, secondo l’associazione di consumatori, nella Capitale si perderanno nel traffico fino a quasi 11 giorni, tempo trascorso in ingorghi e rallentamenti procedendo ad una velocità inferiore (anche notevolmente) ai 30 chilometri orari. Roma detiene il record negativo, con una media è di 260 ore all’anno passate al volante in code e rallentamenti, pari a 10,8 giorni del 2009. Segue Milano con 240 ore (10 giorni esatti) e Napoli con 210 ore (8,75 giorni su base annua). «È intollerabile che, per collegare un quartiere situato a sud con uno situato a nord, nelle ore di punta si impieghino in automobile oltre due ore – sottolinea Carlo Rienzi, presidente del Codacons – Lo stesso tempo che si impiegherebbe per raggiungere dalla Capitale regioni come la Campania, la Toscana o l’Umbria». Le soluzioni? Nel breve-medio termine, il Campidoglio punta su due punti fondamentali: «Innanzitutto un ripensamento del ruolo del centro storico che, come ha detto il sindaco Alemanno, va progressivamente pedonalizzato – spiega l’assessore capitolino alla mobilità Sergio Marchi – L’obiettivo finale è il 2013, quando saranno pronti il nuovo parcheggio del Galoppatoio e le nuove linee della metropolitana». Ma soprattutto, l’amministrazione capitolina punta a fluidificare il traffico sulle principali arterie cittadine: «Su trecento chilometri di viabilità principale stiamo lavorando con l’Atac per una migliore sincronizzazione dei semafori, ma aumenteremo anche i controlli contro le doppie file – dice Marchi – Per i trasporti pubblici, poi, puntiamo a sviluppare i corridoi della mobilità». Secondo Antonello Aurigemma, presidente della commissione capitolina mobilità, la paralisi del traffico «è una delle tante eredità che abbiamo ricevuto dalle passate amministrazioni: in 15 anni di giunte di centrosinistra, Roma ha raggiunto livelli di paese da terzo mondo per quanto concerne, per esempio, il trasporto pubblico».
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