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30 Novembre 2013

ROMA: IL TRIBUNALE CONDANNA LA BANCA A RISARCIRE UN UTENTE CUI ERANO STATI VENDUTI TITOLI SPAZZATURA

    ROMA: IL TRIBUNALE CONDANNA LA BANCA A RISARCIRE UN UTENTE CUI ERANO STATI VENDUTI TITOLI SPAZZATURA LA BANCA POPOLARE DI ANCORA DOVRA’ PAGARE 25.000 EURO PIU’ LE SPESE LEGALI PER AVER PIAZZATO BOND ARGENTINA

     

    Una importantissima sentenza del Tribunale di Roma condanna un istituto di credito e lo obbliga a risarcire una consumatrice della capitale assistita in giudizio dal Codacons.
    La vicenda riguarda la nota questione dei bond Argentina, titoli “spazzatura” che per anni le banche hanno piazzato ai risparmiatori, incuranti delle perdite economiche inferte agli investitori.
    Scrive il giudice Antonella Dell’Orfano (SEZIONE III° CIVILE ) nella sentenza:

    La domanda avanzata dall’attrice per l’accertamento della nullità del contratto di acquisto dei titoli (obbligazioni “Argentina 00/05 9% EUR) acquistati in data 19.5.2000 per mancanza ab origine del contratto quadro di negoziazione è fondata e merita accoglimento. Considerato infatti che tra i contratti per i quali la legge richiede la forma scritta obbligatoria, a pena di nullità, vi è, come prescritto sia dall’art. 6, 1° comma, lett. c) legge 1/1991 che dall’art. 23 del d.lgs. 58/1998, anche il contratto relativo alla prestazione dei servizi di investimento, nel caso di specie il contratto in oggetto, stipulato in data 12.10.1994, risulta sottoscritto unicamente dall’attrice e non dalla Banca.
    Poste tali premesse, si rileva che la domanda di nullità del contratto per difetto di forma scritta proposta dall’attrice deve essere intesa quale revoca implicita del consenso prestato alla stipula del contratto quadro; pertanto, nel caso di specie il contratto quadro, recante la sottoscrizione della sola attrice, risulta nullo.
    Considerato che l’obbligazione di restituzione dell’importo versato, derivante dalla dichiarazione di nullità dell’ordine di acquisto, costituisce debito di valuta (cfr. Cass. 3007/1981, 3205/1975), avendo ad oggetto, sin dal suo sorgere, il pagamento di una somma di denaro, va pertanto restituito all’attrice il complessivo importo di € 25.000,00; a tale importo devono inoltre aggiungersi, ex art. 2033 c.c., gli interessi al tasso legale dalla domanda sino al saldo definitivo”

    La Banca Popolare di Ancona – spiega il Codacons – è stata dunque condannata non solo a rimborsare il risparmiatore dei 25mila euro investiti, oltre gli interessi legali, ma anche a pagare le spese legali del giudizio pari a circa 2.000 euro.
    Sono già centinaia le sentenze favorevoli ottenute dalla nostra associazione in favore degli utenti vittime dei bond argentina – aggiunge il Codacons – Invitiamo tutti coloro che hanno perso i propri soldi a causa dei titoli spazzatura piazzati dalle banche ad avanzare analoghe azioni legali, con l’aiuto dei nostri avvocati specializzati in materia.

     

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