4 Luglio 2006

Roma e Torino in tilt

Roma e Torino in tilt. Moratti: a Milano “no al decreto“. Oggi incontro al ministero

ROMA La rivolta dei taxi dilaga. Dalle stazioni, alle autostrade per gli aeroporti, ai terminal, ai centri cittadini i tassisti hanno ieri dato battaglia ai provvedimenti del governo sulla liberalizzazione delle licenze bloccando il servizio ed ostacolando la circolazione su alcune vie d`accesso cruciali per il traffico di Roma, Milano e Torino. Oggi, intanto, i rappresentanti dei tassisti saranno ricevuti al ministero per lo Sviluppo Economico per un incontro che si profila tecnico (non ci sarà – secondo quanto si apprende – il ministro Bersani) cui dovrebbe partecipare una delegazione ristretta delle sigle. Ma l`esecutivo, forte di un`opinione pubblica più che favorevole, non sembra affatto disposto a mollare. Un ottimismo ben poco condiviso dalla categoria, che anzi è pronta ad alzare i toni, anche se la protesta dovesse sfociare in uno scontro con la polizia. “I tassisti sono disperati. Dalla tensione che c`è la partita si giocherà fino all`ultimo. La categoria non mollerà – afferma il coordinatore di Taxi Italiano, responsabile nazionale della Fit Cna, Maurizio Longo – anzi avverto il rischio di un`azione di forza della polizia“. I sindacati chiedono all`esecutivo di stralciare dal decreto sulle liberalizzazioni le norme sui taxi e pretendono l`apertura di un tavolo di confronto “per discutere – spiega la Unica-Filt Cgil – le proposte più volte avanzate dalle organizzazioni sindacali per il miglioramento del servizio“. Anche perché, ricorda l`Ait, “in Italia i tassisti rappresentano 300 mila voti“. Il governo rassicura sul confronto, ma di stralciare il provvedimento non se ne parla affatto: “manterremo la direzione di marcia“, afferma il ministro dello Sviluppo, Pierluigi Bersani, principale artefice del decreto, assicurando comunque che il governo “discuterà con tutti. Spero che venga letta bene quella norma, che non è propriamente una norma di liberalizzazione, così come è stata interpretata. È una norma di apertura – rilancia – che dà garanzie molto forti ai tassisti“. Garanzie ben poco avvertite però dalla categoria che per far sentire la sua voce ha usato, anche oggi, l`arma dello sciopero spontaneo. I disagi più grandi sono nati negli aeroporti e nelle stazioni. A Roma Termini erano chilometriche le file dei viaggiatori alla ricerca di un`auto bianca per spostarsi in città. A Linate e Fiumicino centinaia di passeggeri sono stati costretti, tra la sorpresa e lo smarrimento, a ricorrere a mezzi alternativi per raggiungere il centro. Ma anche andare all`aeroporto non è stato affatto semplice a Roma per l`intera mattinata, a causa della protesta organizzata sulla Roma-Fiumicino, percorsa a 30 km/h da 200 vetture. Disagi anche a Genova, al terminal Caselle di Torino e Napoli dove i taxi hanno lavorato a singhiozzo. Vittime della collera sono stati peraltro anche i tassisti che, invece, hanno continuato a lavorare. Nel capoluogo piemontese un tassista che non aderiva alla protesta è stato aggredito da altri colleghi. E anche a Roma molti conducenti al lavoro si sono rifiutati per tutta la giornata di trasportare i clienti in centro per timore di incappare nell`ira di chi ha incrociato le braccia. Qualche tensione per lo stesso motivo si è verificata anche a Fiumicino. La protesta, nata spontaneamente e senza preavviso, è intanto finita nel mirino della commissione di garanzia sugli scioperi. Il presidente, Antonio Martone, ha infatti chiesto urgenti informazioni ai prefetti di Roma, Milano e Torino “in ordine alle modalità di sospensione del servizio dei taxi“. Mentre i consumatori del Codacons sono già scesi in campo per denunciare i tassisti alla procure della Repubblica ipotizzando il reato di blocco stradale e turbativa di pubblico servizio. Giornata di tensione e disagi per chi voleva prendere un taxi a Milano. Gli oltre 5.000 tassisti della città hanno dato vita a un`agitazione spontanea con la proclamazione del blocco a oltranza del servizio. Il Comune, come primo gesto di distensione, in un incontro congiunto con tutti i rappresentanti sindacali, ha annunciato che non intende avvalersi del decreto. “Non sono contrario al provvedimento del ministro Bersani – ha dichiarato l`assessore ai Trasporti, Edoardo Croci – visto che dà ai Comuni una leva in più, ma ritengo che ci siano altri strumenti per perseguire il medesimo obiettivo senza porsi in contrasto con la categoria“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox