24 Marzo 2003

ROMA DEGRADATA: LA REGINA HA RAGIONE!!

Dalle Regioni… ORA SIAMO GIA` SOMMERSI DI CARTELLONI ELETTORALI ABUSIVI CON LA COMPLICITA` DI AUTORITA` E PARTITI POLITICI

IL CODACONS DENUNCIA LE DITTE DI PUBBLICITA` E PROPRIETARI DI IMMOBILI, ED IL COMUNE PER I REATI DI ABUSO ED OMISSIONE D?ATTI D?UFFICIO E CHIEDE IL SEQUESTRO DELLE COPERTURE PUBBLICITARIE GIGANTI







Il Codacons si schiera dalla parte del Sovrintendente ai Beni archeologici Adriano La Regina che dalle pagine del Corriere della Sera ha richiamato l?attenzione su Roma degradata.

Il problema sollevato da La Regina, ossia quello dei cartelloni pubblicitari che invadono ogni angolo della città, delle reclames elettorali, ma soprattutto quello delle pubblicità che coprono interi edifici dietro la scusa di lavori di ristrutturazione inesistenti, è stato sollevato dal Codacons da parecchio tempo.

L?associazione ha più volte richiesto l?intervento dei vigili urbani, in varie zone di Roma, al fine di accertare la legalità di alcuni maxi cartelloni pubblicitari sorti lungo le strade, ed ha avviato un?azione legale contro la prassi di coprire le impalcature di finti lavori con pubblicità che restano per periodi prolungati.

Nello specifico il CODACONS ha denunciato alle competenti autorità una serie di ditte pubblicitarie e proprietari di immobili che si prestavano al meccanismo sopra citato, danneggiando gli abitanti dei palazzi e la collettività in generale costretta a subirsi il bombardamento pubblicitario. Ma non solo. Il CODACONS ha infatti coinvolto anche il Comune di Roma, negli anni eccessivamente permissivo nei riguardi della cartellonistica pubblicitaria, presentando contro il Comune una denuncia per abuso ed omissione d?atti d?ufficio.

Dopo l?esternazioni del sovrintendente La Regina, che finalmente riconosce la situazione critica della capitale sotto questo profilo, l?associazione chiede di porre in essere tutti gli interventi miranti a migliorare la situazione di attuale degrado, arrivando anche a sequestrare le coperture pubblicitarie giganti che, per una capitale come Roma, rappresentano una vergogna.

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