7 Agosto 2015

Roma come Londra: il venerdì nero della Capitale con metro chiusa e bus fermi

Roma come Londra: il venerdì nero della Capitale con metro chiusa e bus fermi

Roma come Londra. Oggi metropolitana chiusa e circolazione bloccata. Con la differenza che nella città eterna a fermare i mezzi pubblici è bastata una sigla sindacale minoritaria, rilanciando così implicitamente la proposta di agganciare per legge gli scioperi all’effettiva rappresentatività dei sindacati.  
«È tempo di mettere mano a una rivisitazione della normativa sugli scioperi nel settore del trasporto: neanche la drammatica situazione di Atac induce alcune sigle sindacali a rinunciare a una manifestazione incomprensibile e autolesionista, ovviamente programmata di venerdì», spiega Massimo Roncucci presidente di Asstra, l’associazione delle società ed enti del trasporto pubblico locale di proprietà degli enti locali, delle regioni e di imprese private. «Mi dispiace per disagi causati ai romani e turisti da uno sciopero incomprensibile e strumentale- afferma l’assessore ai Trasporti, Stefano Esposito-. Adesso il primo step è quello di rimettere in moto la gara per i bus. Faremo un monitoraggio puntuale, soprattutto sull’applicazione dei costi standard e sulla parte relativa alla riorganizzazione del personale: per esempio ci sono 160 verificatori, sono oggettivamente pochi e vanno aumentati, poi vedremo anche se sarà possibile adottare soluzioni innovative di natura più civica. L’obiettivo è alleggerire il più possibile la struttura amministrativa, e tutto ciò che si può bisogna rimetterlo in strada. E c’è «un impegno per il contrasto dell’elusione e per un miglioramento significativo del sistema di vendita dei biglietti».  
Il Campidoglio affida ad Atac il servizio del trasporto pubblico della Capitale. Fino al 2019. E mette i puntini sulle “i”: da ora bus “sorvegliati speciali” con Gps, più controllori, lotta all’evasione. Come se non bastassero la circolazione in tilt e i 7 roghi in 10 giorni, ieri un nuovo rogo di sterpaglie alla metro B su via Tiburtina ha isolato la stazione Ponte Mammolo. L’Atac chiede che sia rivista la normativa sugli scioperi nel trasporto pubblico e contro il 40% di passeggeri senza biglietti torneranno i bigliettai a bordo. Oggi i controllori sono solo 160 su 12mila dipendenti.  
A indire lo stop il sindacato di base Usb il cui leader Fabrizio Tomaselli esulta: «Sciopero riuscito malgrado il tentativo di usare i cittadini come scudo contro lavoratori che difendono il servizio pubblico, attaccato da avvoltoi pronti a privatizzare». Bus presi d’assalto e code infinite per essere tra i fortunati a prendere un passaggio sulle vetture in circolazione. Disagi alle banchine della stazione Termini. Il Codacons e le associazioni di consumatori protestano per «l’ennesimo schiaffo agli utenti» e chiedono perché non ci sia stata la precettazione. Così è bastato che incrociasse le braccia il 7,5% dei lavoratori Atac e per mezza giornata Roma è rimasta paralizzata.  
Dopo 5 settimane di “sciopero bianco” (servizio a singhiozzo e chiusure serali anticipate) ieri metro chiusa fino al pomeriggio e bus ridotti al minimo. Ancora un “venerdì nero” per il trasporto pubblico nelle capitale con file di turisti alle pensiline e attese dei pendolari sotto il sole. Proprio nel giorno in cui l’assemblea dei soci dell’Atac, la municipalizzata più indebitata d’Italia, hanno dato l’ok ad una ricapitalizzazione da 180 milioni di euro di cui 40 di liquidità e 140 in beni strumentali (inclusi 700 nuovi bus). Una giornata da incubo: dall’alba le fermate metro sono sbarrate e migliaia di turisti e residenti aspettano in strada un bus che difficilmente passerà. In tanti si sfogano sui social network .
«La ricapitalizzazione è l’ultimo atto possibile, e con il quale abbiamo messo soldi dei romani nell’azienda- aggiunge Esposito-. Quale sarà la soluzione lo vedremo, dal 24 agosto partiremo con la verifica delle diverse proposte, da quelle del sindacato alle nostre. Ma se si dice che la ricerca del partner annunciata del sindaco è privatizzazione e poi si auspica la partecipazione di Ferrovie dello Stato questo fa sorridere – aggiunge -, perché anche Fs non va a investire dove non vede la possibilità di un utile. A me interessa che questo i romani lo sappiano». Inoltre,«con il nuovo contratto diamo all’azienda oltre 500 milioni fino al 2019, il nuovo contratto di servizio Atac è basato sul piano industriale e verrà accompagnato da un piano di efficientamento che, devo riconoscerlo, il management ha già messo in campo».

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