11 Novembre 2024

ROMA, CODACONS: PII STABILIMENTI DI FRANCIA A ROMA E LORETO ANCORA NELLA BUFERA. LAVORI SOSPETTI IN UN IMMOBILE IN PIENO CENTRO STORICO

 

 

ASSOCIAZIONE CHIEDE INTERVENTO URGENTE DELLA SOPRINTENDENZA ALLE BELLE ARTI. CHI E PERCHÉ STA “DISTRUGGENDO” UN IMMOBILE DI ALTO VALORE STORICO?

 

Dopo lo scandalo della scalinata di Trinità dei Monti, l’ente “Pii Stabilimenti di Francia a Roma e Loreto” – posto sotto l’autorità diretta dell’ambasciatore francese presso la Santa Sede – torna nuovamente nella bufera.
Il Codacons ha deciso infatti di chiedere l’intervento urgente della Soprintendenza Archeologica belle Arti e Paesaggio di Roma in merito ad alcuni lavori sospetti – e che potrebbero violare la normativa vigente – riguardanti un immobile di proprietà dei Pii Stabilimenti ubicato in pieno centro storico a Roma.
Si tratta del complesso immobiliare sottoposto a vincolo culturale sito in Via del Vantaggio, n. 7, a due passi da Piazza del Popolo. La proprietà dell’immobile, dopo aver realizzato due anni fa una serie di lavori che, a quanto risulterebbe, ne avrebbero gravemente alterato l’originario assetto architettonico-estetico portando, tra l’altro, allo sfratto del noto scultore Bruno Liberatore, il cui studio era ospitato proprio nel palazzo di via del Vantaggio, sta procedendo da alcuni mesi a nuovi interventi edilizi sullo stesso immobile, con incisivi lavori di sventramento che starebbero arrecando ulteriore pregiudizio alla sua originaria fisionomia.
All’ingresso dello stabile in questione non sarebbe neppure apposto l’apposito cartello, come prescritto dall’art. 20, comma 6, DPR n. 380/2001, che deve riportare una serie di precise informazioni, a partire dall’indicazione del Titolo abilitativo che ha autorizzato l’inizio dei lavori, con indicazione del numero di pratica e della Tipologia di opera oggetto dei lavori, ecc. – denuncia il Codacons – Si ignora, inoltre, la destinazione d’uso che avrà tale immobile a conclusione di detti lavori. Al riguardo si segnala inoltre che, secondo le disposizioni testamentarie di Vicar, pittore e collezionista d’arte al seguito di Napoleone durante la campagna d’Italia, il suddetto complesso immobiliare, da egli all’epoca acquistato, avrebbe dovuto essere destinato a studi d’artista.
Al fine di fare chiarezza sulla vicenda e di capire quale autorizzazione sia stata fornita ai lavori in corso, presenteremo alla Soprintendenza Archeologica belle Arti e Paesaggio di Roma apposita istanza di accesso, ai sensi della L. n. 241/90, per avere copia di tutti i permessi rilasciati, per poi valutare eventualmente di investire della questione la Procura della Repubblica di Roma – conclude il Codacons.

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