30 Luglio 2010

Roma città chiusa ai pedaggi

 
Vittoria della triade capitolina, formata dal sindaco Gianni Alemanno, dal presidente della provincia Nicola Zingaretti e dal governatore della regione Lazio Renata Polverini, contro le gabelle stradali a Roma e dintorni. Il no ai pedaggi sul Grande raccordo anulare ora è su carta bollata: il decreto del governo è stato sospeso dal Tar del Lazio perché «il provvedimento deve assumere il carattere di corrispettivo per l’ utilizzo di una infrastruttura e non quello di misura fiscale». Il decreto della presidenza del consiglio aveva fatto aumentare dal primo luglio di 1 euro le classi di pedaggio A e B e di 2 euro le classi 3, 4 e 5. In sostanza, dice il tribunale, non può essere fatta pagare una tassa in più al cittadino che paga il pedaggio in un casello collegato «a uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione» dell’ autostrada. Il Tar ha così sospeso il decreto, anche «considerato che il decreto impugnato sembra addirittura prescindere dalla regola comunitaria che impone il pagamento di una somma determinata di denaro basata, anche, sulla distanza percorsa». La decisione del Tar evita lo sfondamento di un casello da parte di Alemanno, l’ incatenamento di Zingaretti a un guard rail autostradale e le proteste verbali della Polverini, che anche all’ inaugurazione della nuova stazione di Castelnuovo di Porto si era espressa contro le gabelle a carico dei pendolari. Durissimo il commento del viceministro alle infrastrutture, il leghista Roberto Castelli: per lui «questa sentenza mette a repentaglio la credibilità di tutti i piani economico-finanziari delle grandi infrastrutture realizzate in finanza di progetto quali Brebemi, Pedemontana, Tem, Cecina-Civitavecchia e ribadisce per l’ ennesima volta l’ incertezza del sistema Paese, che è la causa fondamentale dei mancati investimenti internazionali in Italia». E i leghisti Piergiorgio Stiffoni e Paolo Franco hanno sottolineato che «come al solito Roma ladrona spera di salvare i propri ingiusti privilegi. Come un tutt’ uno, a partire dal presidente della provincia Zingaretti, si sono levati i gridolini di piacere dei rappresentanti della città e della Provincia all’ esito della sentenza del Tar laziale». I senatori della Lega ricordano poi come in questi giorni a Roma sono apparsi grandi manifesti con la scritta «padano taci. Roma ha una storia millenaria». Intanto le associazioni dei consumatori passano all’ attacco: per il Codacons «ora gli automobilisti hanno diritto ad ottenere la restituzione delle maggiori somme pagate dall’ 1 luglio ad oggi, comprensive degli interessi». A tal fine invita gli utenti a conservare le ricevute rilasciate ai caselli, così da poter partecipare alle azioni risarcitorie.
 

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