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17 Ottobre 2019

Roma, bus si schianta su un albero

incidente ieri in via cassia, 40 i feriti. sequestrato il cellulare dell’ autista del mezzo atac per verificare se si sia distratto usandolo. urbe nel caos tra metro chiuse e rifiuti
maria elena capitanioRoma nel caos perenne tra mezzi pubblici contro gli alberi, emergenza rifiuti e scale mobili rotte. «Non c’ è pace per gli utenti del trasporto pubblico della capitale», è stato il commento del Codacons all’ incidente che ieri ha coinvolto un autobus e alla chiusura al pubblico della stazione metro Furio Camillo per problemi, appunto, alle scale mobili. Ma cerchiamo di ripercorrere la giornata di passione. Poco dopo le 9 di ieri, su via Cassia, all’ altezza di via Oriolo, un bus ha preso in pieno una albero. Sono 40 i passeggeri feriti, di cui 9 gravi, ma nessuno in pericolo di vita. Anche l’ autista, in stato di choc, è stato portato in ospedale, mentre l’ albero è stato rimosso. Sulla dinamica dell’ incidente, l’ ipotesi è che l’ autista si sia distratto con il cellulare mentre era alla guida (possibilità su cui indaga la polizia di Roma capitale, che sta ascoltando i testimoni), oppure che si sia sentito male. Il suo telefono è stato sequestrato. La Procura ha aperto un fascicolo per lesioni colpose. L’ Atac, intanto, ha avviato un’ indagine interna. «I passeggeri presenti sull’ autobus hanno diritto a ottenere il risarcimento dei danni anche in assenza di lesioni, e solo per i rischi corsi e la paura e lo stress subiti», ha spiegato il presidente del Codacons Carlo Rienzi. «Ci mettiamo a disposizione dei viaggiatori presenti sul bus per avviare nei confronti dell’ Atac le dovute azioni risarcitorie. Si tratta di un incidente grave che avrebbe potuto avere conseguenze tragiche e sul quale la magistratura dovrà fare chiarezza, accertando le cause e le relative responsabilità. Di fronte al disastro dei trasporti pubblici della capitale, crediamo che la sindaca Virginia Raggi farebbe bene a dimettersi». Secondo episodio, quello della scale mobili: ieri mattina, poco dopo l’ inizio del servizio, la stazione della metro A Furio Camillo ha chiuso per problemi legati proprio a quegli impianti. Mentre questo disguido potrebbe risolversi anche a breve, consentendo subito la riapertura della stazione, sulla linea A alcuni intoppi con le scale mobili, i conseguenti interventi della magistratura e le revisioni hanno creato stop che sono duri nel tempo. Per fare un esempio, resta ancora chiusa la stazione di Barberini, in pieno centro. Poi c’ è l’ attività di manutenzione e prevenzione. A partire da domani, 18 ottobre, la stazione Baldo degli Ubaldi resterà chiusa per circa tre mesi per consentire lo svolgimento dell’ attività di revisione ventennale di scale mobili e ascensori, «attività obbligatoria in base alle vigenti norme sull’ esercizio degli impianti di traslazione». Complessivamente saranno sottoposti a revisione 12 scale mobili e 7 ascensori. Infine c’ è ala questione rifiuti. Mentre i cassonetti traboccano di immondizia che finisce inevitabilmente sulle strade e sui marciapiedi perché i camion dei netturbini non passano, la municipalizzata dei rifiuti, Ama, ha deciso di destinare 300 dipendenti alle sanzioni. Non gli ispettori che da contratto devono far questo, ma netturbini, spazzini e impiegati, forse anche chi ha ruoli dirigenziali, che si dovranno cimentare in un compito straordinario, quello di inseguire i furetti del sacco nero. E quelli che non faranno multe saranno a loro volta multate. «Il mancato esercizio dell’ attività di controllo/repressione sarà considerato infrazione disciplinare e come tale sanzionato», è il quantomeno bizzarro testo della circolare delle settimane scorse a firma Ama, che ha seminato non solo forte malcontento interno, ma anche ulteriore panico in una città già fiaccata dal degrado crescente.

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