Roma, bus in fiamme: colpa della scarsa manutenzione
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fonte:
- Giornale d`Italia
ustionata una commessa, panico per le strade, una colonna di fumo nero sulla capitale; nel pomeriggio altro mezzo incendiato in periferia
Come è possibile che in una città come Roma, capitale d’ Italia, nel terzo millennio, un autobus prenda fuoco? La vicenda di ieri nella Città Eterna fa discutere: un bus della linea 63 dell’ Atac, azienda di trasporti pubblici della Capitale, si è incendiato all’ improvviso. È accaduto poco dopo le dieci del mattino, quando l’ autobus si trovava a Via del Tritone: una forte esplosione, probabilmente causata da un corto circuito nell’ impianto elettrico del mezzo- un Mercedes Citaro del 2003 – ha seminato il panico. Una giovane commessa è rimasta ustionata ed è stata ricoverata all’ Ospedale San Giovanni, ma non ci sono stati feriti tra i passeggeri grazie all’ immediato intervento del conducente, che ha fatto scendere tutti dal bus in un baleno e ha immediatamente tentato di spegnere le fiamme con l’ estintore in dotazione. Il guasto, però, avrebbe potuto provocare una strage. Sospeso il traffico sulla frequentatissima Via del Tritone, bloccata anche via del Corso, deviata la circolazione su via Nazionale, mentre due squadre dei Vigili del fuoco tentavano di spegnere l’ incendio, che provocava intanto una fitta coltre di fumo nero che ha invaso la zona. La strage è stata evitata, ma il problema rimane: è il nono mezzo che va a fuoco dall’ inizio dell’ anno, una media di circa due autobus al mese – nel 2017 i mezzi incendiati a Roma sono stati 22 – e non è bastata la notizia che Atac abbia aperto un’ indagine interna sull’ incidente per placare le polemiche. Secondo il Corriere, il problema sta nell’ assenza di manutenzione di un parco mezzi “stravecchio e usurato”, che ha “un’ età media molto avanzata” come spiega in una nota l’ Atac. Che assicura di essersi adoperata per ridurre i casi di incendio, spiegando che essi sarebbero diminuiti del 25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: la media però non è cambiata molto, si attesta anche quest’ anno su poco meno di due bus andati a fuoco al mese. Un anno fa circa si dimetteva il direttore generale di Atac Bruno Rota, in polemica con l’ amministrazione capitolina proprio sul tema della scarsa manutenzione dei mezzi Atac: il direttore lamentava l’ impossibilità di “far fronte alle esigenze di normale funzionamento” a causa dell’ “effetto combinato dell’ anzianità del parco mezzi e l’ impossibilità di fare interventi di manutenzione, dato che non si trovano fornitori disposti a darci credito”. Il fatto che il caso di ieri faccia scalpore è solo la punta dell’ iceberg, visto che i bus dell’ Atac hanno continuamente problemi e vengono rispediti ai depositi perché emettono scintille, fanno fumo, puzzano di bruciato: lo riferiva lo stesso Corriere in un’ inchiesta del 2017, che denunciava anche la riduzione delle corse giornaliere in numero di 2.700 rispetto al contratto di servizio con il Comune. Si parla di circa trecento vetture che restano ferme ogni giorno, nei depositi, senza pezzi di ricambio disponibili: se questa era la situazione un anno fa, il caso di ieri mattina è l’ ennesima dimostrazione che le cose non vanno certo in una direzione migliore. Altro problema, denunciato sempre nell’ inchiesta del Corriere, è quello dei mezzi nuovi sottoposti a veri e propri tour de force e tenuti in servizio quasi 24 ore su 24. La Procura di Roma, intanto, ha aperto un fascicolo di indagine: ipotizzato il reato di delitto colposo di danno in tema di incolumità pubblica, in attesa di una prima informativa dei Vigili del fuoco. E non e’ escluso che l’ indagine venga allargata anche agli altri casi di bus dell’ Atac andati a fuoco nei mesi passati. Polemiche anche sul versante dei sindacati: “Le condizioni in cui operano i bus sono condizioni estreme, a conoscenza di tutti e più volte denunciate anche da noi – fa sapere in una nota il segretario della Filt Cgil Roma e Lazio Eugenio Stanziale -. Si fa la manutenzione possibile con le risorse disponibili, il concordato preventivo però ha bloccato tutto. Questa città necessita di mezzi nuovi, perché quelli che ci sono, sono vecchissimi, la flotta più ‘antica’ di Europa, e da qui derivano questi problemi. Il servizio che si presta ai romani non è più all’ altezza della città. I cittadini esasperati alla fine se la prendono con gli autisti”. Considerazioni arrivano anche da Michele Frullo, dell’ Usb: “È l’ ennesimo autobus che prende fuoco in città – dice -, stimiamo che oramai ci sia un caso del genere al mese. Questo è dovuto alla vetustà dei mezzi di Atac, che crea disagi a utenti e lavoratori. Bisogna intervenire il più presto possibile con l’ acquisto dei mezzi nuovi, perché con l’ arrivo dell’ estate questa situazione può solo aggravarsi, anche a causa dello stop alla manutenzione dei mezzi su strada, prima assicurata dai lavoratori Corpa che sono stati licenziati”. Il Codacons pensa a una denuncia in Procura “per attentato alla sicurezza dei trasporti e procurato allarme”, e chiede alla Procura “di indagare a fondo sulla manutenzione dei mezzi pubblici che circolano a Roma e, in assenza di dovute garanzie in favore dei viaggiatori, di disporre il sequestro immediato di tutti gli autobus Atac in servizio nella capitale e lo stop alla loro circolazione”. Nel primo pomeriggio di ieri un altro mezzo del trasporto pubblico è andato a fuoco, nella zona dell’ Infernetto: a quanto riferisce la Polizia Municipale, intorno alle 13,40 di ieri ha preso fuoco un bus Atac di una linea scolastica in Via di Castel Porziano. Ed ecco che la media torna ad alzarsi. e.m.
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