11 Giugno 2009

Roma blindata, ma soprattutto paralizzata per l’arrivo del leader libico Muammar Gheddafi

 Roma blindata, ma soprattutto paralizzata per l’arrivo del leader libico Muammar Gheddafi. Ieri mattina, i centralini delle associazioni di Consumatori e quelli dei vigili urbani sono andati letteralmente in tilt. Centinaia le chiamate di cittadini che, bloccati nel traffico mentre andavano al lavoro, infuriati volevano sapere cosa era successo, se sulla Colombo ci fosse stato un incidente, oppure se a piazza Venezia una manifestazione. File lunghissime e macchine a motori spenti. Bloccate anche le strade minori, quelle attorno ai percorsi scelti, per scortare il colonnello Gheddafi. «E’ inammissibile – si sfoga Sandro Monti, 42 anni – sono rimasto intrappolato nel traffico, senza capire cosa stesse accadendo. Dall’Eur dovevo raggiungere San Giovanni, ci ho messo quasi due ore». Ma quello che ha fatto infuriare di più i romani è che «nessuno aveva avvertito o segnalato quali strade sarebbero state chiuse». Insomma la pazienza dei cittadini è stata messa a dura prova: strade chiuse anche per un’ora senza un’adeguata informazione sui percorsi alternativi e sugli assi viari chiusi alla circolazione delle auto. «Nessuno sapeva che alcune strade della città erano state chiuse al traffico per il passaggio del leader libico Gheddafi, e che erano stati predisposti percorsi alternativi. Tutto questo mi sembra francamente assurdo», denuncia, il presidente dell’Adoc, Carlo Pileri.  Una mobilitazione «esagerata» anche secondo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: «È uno scandalo che qualsiasi evento eccezionale, e ce ne sono tanti, mandi la città completamente in tilt». Intanto Villa Pamphili è presidiata su tutte le entrate. Volanti della polizia e dei carabinieri circondano i quattro lati della parte superiore del parco di Monteverde, quella compresa tra via Aurelia, via Vitellia e piazza di Porta San Pancrazio. Per alcune strade collaterali è stato disposto anche il divieto di sosta. Mentre l’area circostante il Palazzetto al centro del parco, dove alloggia Gheddafi, e la tradizionale tenda montata per gli incontri del raìs, sono completamente "off limits" per un raggio di cento metri. Piantonato anche il giardino del Palazzo, totalmente inaccessibile tanto che, a fatica, si riesce a scorgere la tenda in lontananza. Per quattro giorni, la durata del suo soggiorno a Roma, Gheddafi, dormirà nel Casino del Bel Respiro, capolavoro rinascimentale all’interno di Villa Doria Pamphili, sulla via Aurelia. La prima storica visita di Stato in Italia di Gheddafi segna il ritornò anche del Casino Algardi (dal nome dell’architetto e scultore bolognese), dependance di lusso di Palazzo Chigi. Dopo i lavori di restyling, la seicentesca opera di Alessandro Algardi fece il suo debutto ufficiale come succursale della presidenza del Consiglio nel luglio del 2001. In quell’occasione fece da sfondo alla colazione di lavoro offerta dal Cavaliere al presidente americano George W. Bush. Oltre alle polemiche, anche raccolte di firme, azioni comunicative, partite di calcetto con magliette-slogan e diserzioni nelle aule del Campidoglio. Sono alcune delle iniziative con le quali studenti, esponenti dei collettivi, professori universitari e consiglieri comunali del Pdl si preparano a una mobilitazione trasversale contro la visita del leader libico Gheddafi, oggi in visita all’università La Sapienza (alle 12.15) e in Campidoglio (alle 18). Con lo slogan «L’Onda respinge Gheddafi», gli universitari della Sapienza manifesteranno contro la sua visita all’ateneo. Raccolte anche 400 firme, hanno fatto sapere gli universitari di Fisica, tra studenti e docenti dell’ateneo che ritengono «inopportuna la visita del leader libico alla Sapienza». Ma la città universitaria della Sapienza sarà solo una delle tappe della mobilitazione anti-Gheddafi. Oltre alla visita nell’ateneo, il colonnello libico è atteso in Campidoglio, e anche lì, per alcuni consiglieri del Pdl, Gheddafi è un ospite indesiderato. I «gesti di provocazione» come gli espliciti riferimenti alla resistenza libica anti-italiana, durante il suo primo giorno di visita ufficiale a Roma, hanno indignato un gruppo di consiglieri capitolini del Pdl, che hanno annunciato la loro assenza durante la vista del raìs al colle capitolino. Trenta minuti dedicati al dialogo nel Mediterraneo. È proprio su questo tema che il leader libico, ha scelto di parlare dalla balconata di Michelangelo, a piazza del Campidoglio. Alle 18 infatti il Colonnello si affaccerà sulla piazza e saluterà i cittadini romani.

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